giovedì 18 novembre 2010

VIAGGIA COME VIAGGIA

Passa come passa
un gioco d`un bambino
il capriccio d`un momento
e gira come gira
la ruota del folle
senza pretese che un destino
libero, intrigante
lasciato in preda ad un volo
che è un salto come un salto
da ripetere all`istante

(INIZIA A METÀ OTTOBRE LA MIA ATTRAVERSATA DEL RIO DELLE AMAZZONI, UNO DEI MIEI SOGNI DA BAMBINO. PRIMA TAPPA DA BELÉM A SANTAREM)

Il secondo turno delle elezioni brasiliane.

Il secondo turno delle elezioni si è svolto quando ero a bordo del battello da Manaus in direzione de Tabatinga. A bordo delle "nave più pazza del mondo" non mancava la presenza delle televisioni, dove non sono passati inosservati gli spot politici prima del giorno delle elezioni del nuovo Presidente della Repubblica del Brasile e il confronto televisivo in diretta televisiva 2 giorni prima delle elezioni tra i due candidati Dilma Rousseff e José Serra. In verità è stata una campagna elettorale che, nelle televisioni, ha proposto una martellante programmazione di spot e nessun confronto/scontro, come invece siamo abituato ad assistere in Italia. L`unico confronto televisivo, pittosto sopifero, e`stato, appunto, quello citato prima, che non ha mai sconfinato in critiche o litigi tra le parti. Ognuno dei due candidati ha esposto il suo programma stimolati dalle domande di un pubblico eterogeno sia geograficamente (in raprresentanza di tutti gli stati brasiliani) che rispetto alle condizioni sociali. Una contesa elettorale un pò scialba che mi ha fatto avere nostalgia delle risse all`italiana che abbondano in prossimità delle elezioni nella nostra amata penisola dove nemmeno i più moderati esponenti politici avrebbero potuto tenere la voce così bassa e regolare! Contesa stranamente non animata neanche dal candidato di destra "Josésinho" Serra che avrebbe potuto rivatilizzarsi dalla possibilità, non del tutto pronosticabile alla vigilia, di concorrere al secondo turno. Ma l`ultraconservatore si è limitato solo ad inscenare una violenta aggressione nei suoi confronti, in realtà una palla di carta lanciatagli in una manifestazione, che però, chiaramente, ha fatto notizie nelle "impegnate" televisione. E questo ha innescato un botta e risposta tra lui e alcuni esponenti del suo partito e Lula e la Dilma dall`altra sponda. Già perchè non dobbiamo scordarci che il Presidente della Repubblica in carica ha partecipato in maniera decisiva a queste elezioni, quasi dovesse essere lui il candidato.
Nel confronto televisivo i candidati sembravano maggiormente concentrati ad una esposizione in cui sintesi e stile riuscissero a conciliare con i due minuti che per ogni domanda avevano a disposizione. Il risultato è dire poco senza entrare nel nocciolo delle questioni e rimarcare continuamente ad ogni domanda sottoposta, come il tema sia fondamentale nell`agenda politica del proprio partito. L `homo videns descritto da Sartori è il consumatore inerme di un sistema televisivo che influenza in maniera decisiva i tempi e i modi anche della politica e riduce il sapere e il conoscere che solo l`approfondimento con lo studio e con la cultura può determinare.
Così paradossalmente la Dilma ripassa la "lezione" leggendo le sue dispense per dover dare una risposta di quattro parole, mentre Serra "Montgomery Burns" espone i suoi argomenti facendo più attenzione a guardare le telecamere e a tenere una postura come si conviene quando si appare in televisione, confermando quando oggi le campagne politiche siano un prodotto sempre più consistente del "marketing mediatico".
Le elezioni le ha vinte la pupilla di Lula come era pronosticato da molti sondaggi apparsi nei giornali e nelle riviste brasiliane e indubbiamente entrambi i candidati hanno cercato un`apertura nei confronti di Marina Silva e del PV (Partito Verde) che dopo il successo del primo turno non aveva permesso ad entrambi la vittoria immediata. Un`apertura che non si inteso bene se sia stata sui temi ambientali, come si dovrebbe presupporre, o su interessi da condividere o spartire, ma ciò senza dubbio lo si vedrà più avanti.
Infatti fa riflettere da una parte la debacle del PT al primo turno se consideriamo i due precedenti mandati e il consenso che aveva raggiunto Lula, dovute alla delusione che alcuni settori della società hanno avvertito rispetto alle dichiarazioni di intenti che l` ex sindacalista aveva fatto anteriormente al suo primo mandato.
Così quel risultato ottenuto da Marina Silva va interpretato, da una parte, come lo spostamento di un bacino di elettori insoddisfatti della politica di Lula, in particolare delle politiche ambientali e sociali (malgrado i PAC), dall`altra come il PV abbia, in realtà, molte commistioni con gli altri due partiti a partire dai suoi finanziatori ( come Severiano ricordava nell' intervista).
È forse quello il motivo che ha indotto Marina Silva a non prendere posizione rispetto alle preferenze che il suo elettorato avrebbe potuto avere al secondo turno? E perchè non c`è stato un dibattito interno rispetto ad un temo così importante per capire quale fosse la tendenza rispetto alla preferenza da accordare di tutto il partito e non solo quella del suo segretario?
In un Brasile in crescita economica e considerando che è uno dei paesi con più risorse naturali al mondo, la torta da spartirsi sembra veramente considerevole e le tentazioni di subordinare la politica ad interessi di altra natura può sembrare un passo assai breve. L`analisi ci porta a considerare un altro elemento. Proprio su quei temi ambientali si doveva porre l`attenzione dai parte dei candidati al secondo turno per tentare la conquista dell`elettorato di Marina Silva. Ma ciò non è successo, la campagna elettorale è scivolata via senza affrontare seriamente i temi della deforestazione in Amazzonia e della Riforma Agraria, considerato il fatto che c`era stato un plebiscito popolare e che ancora, fino a dicembre, sta continuando, e continuerà, la raccolta di firme per emendare l`articolo 186 della Costituzione Federale del Brasile. Ma si è saputo nulla a riguardo dalla televisione e dagli altri "mezzucci" di comunicazione? Beh partecipando al plebiscito e avvertendo il disorientamento della maggiorparte dei fermati nelle piazze rispetto a quei temi direi proprio di no.
Rispetto a queste elezioni mi soffermo solo a questa relazioni tra i mezzi di comunicazione e il sistema politico rispetto al MST (Movimento Sem Terra) prendendo in riferimento una delle riviste che ho letto per informarmi sulla campagna elettorale
Un tema fondamentale su cui porre l`attenzione è il rapporto, appunto, dei partiti politici con il MST.
Naturalmente del MST si parla poco e non bene e soprattutto non si parla del suo obbiettivo dichiarato, la Riforma Agraria.
La rivista presa in considerazione è "Epoca" del 25 di ottbre 2010. All`interno di una lunga analisi tra le differenze dei due candidati, propone anche il rapporto che entrambi hanno con il MST, mentre " La Dilma mantiene una relazione di ambiguità con il il MST, Serra ne è un nemico giurato"
Riporto le parole esatte rispetto ad entrambi. Rispetto alla Dilma dice:" Con la Dilma nei piani alti del palazzo l`aspettativa è che le relazioni di governo con il MST soffrano poche alterazioni. Dilma afferma, come fece alcuni mesi addietro in un evento con gli imprenditori in San Paolo, "che non andrò a compromessi con la illegalità". Però lei dà segnali che non affronterà il MST. Allo stesso tempo Dilma disse "che sarò sempre aperta per negozzazioni e non reprimerò le rivendicazioni".
Dato che le aspettative del MST diminuirono in relazioni ai governi del PT anteriori, è possibile che l`attitudine del MST di fronte ad un governo Dilma sia la stessa che ebbe con Lula. Il MST non dà segnali che pretende aumentare o diminuire la pressione".
I due punti fondamentali che si possono sottolineare e che fanno riflettere sono, uno che le azioni del MST sono considerate illegali e in questo senso si ha la percezione che anche il giornale "Epoca" sembrerebbe non metterlo in discussione non proponendo, tra l`altro, una contra risposta da parte del MST. Ma se le occupazioni della terra di chi non ha che due braccia per lavorare e niente altro sono considerate illegali, il latifondo e tutto ciò che ruota intorno, invece, come va considerato? Forse legalità e giustizia non sono così simili come si potrebbe pensare?.
Il secondo punto è che questo discorso la Dilma l`ha fatto davanti all`imprenditoria brasiliana nella città più potente finanziariamente del Brasile. Certo servono le alleanze anche di certi settori della società tradizionalmente ostili alle origini e storia del PT per poter vincere ( grandi imprenditori e latifondisti presenti in maniera massiccia anche nel Parlamento Federale). Ma la politica non dovrebbe recuperare quei valori che caratterizzano in maniera inequivocabile ogni attore in gioco?
Rispetto al candidato Serra dice:" Se la relazione con la Dilma è priva di entusiasmo (nel primo turno il MST liberò il voto dei suoi militanti) con Serra è di ostilità aperta.
In un testo recente del MST, Serra è qualificato come "nemico" del popolo, come figura dalla "personalità autoritaria" e alleato di partiti che hanno una tendenza antidemocratica. Serra accusò il MST di usare la Riforma Agraria come pretesto per ottenere denaro e provare a innescare la rivoluzione. "C`è un certo terrore del MST con la possibilità di un governo Serra". dice Carter. Se il MST decide di ampliare le sue invasioni illegali, è probabile che Serra adotti misure per reprimere la violenza nelle campagne".
Ma di quale violenze si parla? Si dovrebbe parlare, piuttosto, di quelle violenze subite dai contadini senza terra o in condizioni di povertà, e non viceversa.
Anche in questo caso il punto fondamentale è considerare illegale quello che il MST sta facendo, che è tutt`altra cosa che una cospirazione violenta. Piuttosto il pensiero del MST è fondato su una società nuova, più giusta, più creativa e più rispettosa dell`ambiente in cui si vive, considerando la natura un bene sacro. Come si può pensare che tutto ciò sia legato alla violenza e all' illegalità? La gente ha diritto di mangiare o no? O la legalità è supplicare ai proprietari terrieri, che arrivano a possedere milioni di ettari, un cantuccio di terra da lavorare alle loro miserabili condizioni?
Chi si reca nelle zone rurali brasiliane si rende conto di quanto distorta sia l`immagine che viene prodotta da questi "mezzucci" di comunicazione, orientati anch`essi a spartirsi, in buona parte, i benefici di un sistema "tele-politico" in buona parte colluso e corrotto.
Purtroppo, date anche le circostanze del sistema mediatico brasiliano (che si attesta tristemente agli standard italiani!), non è lecito pensare che il MST avrà vita facile qualunque sia il colore politico che "tinge" il potere in Brasile. Così sembra difficile che la Dilma e i governatori del suo partito eletti nei vari stati, siano propensi a dar impulso a quella grande stagioni di riforme che restituiscano dignità alle zone rurali sempre più spopolate di questo magnifico paese.

Belem e la mitica casa di Philipe

Da sinistra a destra Veudo da Castanhal do Pará, Philipe da Belém do Pará e Valerinho da Monsummano Terme "da" toscana.
Messaggio dell`artista Philipe Castro il primo giorno nella sua casa di belém.
Disegno per un tatuaggio che Philipe fece nel passato con un messaggio significativo:" Apprendere a vivere insieme come fratelli per non morire come idioti". Il foglio è attaccato in una delle parete della sua casa.Interno della casa, Valerinho nella terrazzina mentre osserva chissà che ! o chi!Interno della casa. In fondo l`attrezzatura che Philipe utilizza per fare tatuaggi.Interno della casa. Si puó notare il "guscio sofà" ricavato da una cabina telefonica e il materasso nell`altra stanza, dove Valerinho dormiva.Philipe e Valerinho in una session domestica.
La stessa session ma senza la testa!
Philipe al lavoro nello studio musicale, autore degli affreschi murali.
Valerinho compie un sopralluogo nello studio musicale!
Particolare dell`affresco murale con la presenza di un mixer non di ultima generazione!
Posizionamento delle casse acustiche negli angoli della sala a lavori ultimati.
Locale musicale di Belém con musicista di grande qualitá. Valerinho con Nery.

Particolare del locale con la simpatica riproduzione caricatoriale di un gruppo musicale che suona in una terrazzina.
Il mio arrivo a Belém do Pará ha avuto fin dall`inizio sorti favorevoli. Ho incontrato fin dal giorno seguente persone molto interessante come Nery, il produttore culturale, Severiano, il segretario del PCB (Partito Comunista Brasiliano) e Philipe Castro, artista stravagante e tatuatore di professione.
Ho già parlato di Nery e di Severiano, che hanno partecipato a questo blog anche con delle considerazioni sulle elezioni brasiliano come quelle di Nery e l`intervista più articolata sui temi della politica statale e nasionale da parte di Severiano.
Philipe Castro da Belém do Pará è un artista illuminato, stravagante ma creativo e lavoratore, difficile vederlo fermo, è un tipo che ha le idee chiare come lo dimostra l`arredamento della sua casa, completamente ricavato da materiali di riciclaggio e dalla sua creatività. Ma al tempo stesso folle personaggio "bohemiano" con la quale non potevo che non adattarmi a meraviglia! Già dal primo giorno ciò mi sembrava lampante, quando trasferendomi con i miei zaini alla sua casa, ho trovato un messaggio scritto su un foglio attaccato alla porta. Chiaramente ho scattato subito una foto che ho posto nel post (nella foto sopra le scritte in rosso sono il suo messaggio, in nero la mia risposta).
La casa dove alloggia non è sua, paga l`affitto, benchè chiaramente con ritardi considerevoli! La vita dell`artista a Belém non è molto profittevole ma il suo talento si articola in vari campi artistici, dalla pittura, alla professione di tatuatore con disegni originali, a artigiano del riciclaggio.
Tutto l`arredamento della casa è composto da materiali recuperati per la strada, nelle discariche e, come nel caso del sofà (nelle foto si vedono, sono quei "gusci enormi" dove sono posti dei cuscini), cabine dei telefoni pubblici! Così le ante delle porte e delle finestre, i mobili, i tavoli, le mensole fino anche ad alcuni soprammobili, sono oggetti cercati e trovati anche durante le sue uscite serali destinate solo al puro divertimento, e poi lavorati, trasformati e pitturati. Ad esempio una delle "poltrone" del sofá in "pura cabina telefonica", la trovammo una sera che eravamo andati a passare una serata insieme anche con un altro amico. Il suo occhio è sempre vigile nelle strade e nei luoghi della città che sembrerebbero inutili. Una filosofia che dovrebbe essere maggiormente abbracciata quella del riciclaggio e della creatività nel concepire i propri habitat.
tra le foto che ho posto ci sono anche quelle del lavoro che stava facendo nel periodo in cui alloggiavo nella sua casa. Un lavoro di pittura murale in una nuova sala musicale e di registrazione che una organizzazione stava facendo ad un centinaio di metri dalla sua casa. Il Picasso di Belém ha anche una propensione alla musica, suonando un poco le percussioni. Mentre l`amico Veudo da Castanhal(nella prima foto il primo a sinistra) , municipio a 2 ore da Belém, è un eccellente percussionista, anche lui ha alloggiato alcuni giorni nella casa, in particolare per i giorni di Cirio do Nazaré. Non sono dunque mancate le "session" musicali in giro per la città, la più esaltante delle quali una notte dentro un locale all`aperto dove si celebrava una festa di una comitiva di un seminario universitario. Alla "session" si sono aggiunti i componenti del gruppo musicale ufficiale dopo la loro performance nel palco del locale (nella prima foto il trio "desperados" la sera della session. Valerinho aveva con sé la sua clavietta, mentre Veudo e Philipe due "jambe" costruiti artigianalmente da Veudo (che anche li vende) . Come nella migliore tradizione brasiliana, si è creata come una "roda" dietro la quale la partecipazione dei "festaiuoli" si manifestava in canti, balli, battiti di mano "a tempo" e sorrisi ammiccanti !
Beh devo dire che ho passato un gran bel periodo a Belém, non solo per le attività che ho svolto di conoscenza del Parà e condivisioni delle esperienze sociali, ma anche per le persone interessanti che ho conosciuto, ognuna dedita ad un fermento culturale differente come Philipe ( e si suoi amici), Veudo, Nery (produttore culturale ma anche ottimo musicista della musica popolare brasiliana), Severiano (per la sua passione e dedizione politica), Mercedes, Ulisses e Charles del MST di cui ho scritto e scriverò, Roberta per i suoi studi di ricerca della storia Quilombolas, Lucio Flavio Pinto (benché l`ho conosciuto poco) e altri ancora.
Il giorno della partenza Philipe Castro da Belém do Pará mi ha dato in consegna un libro che si affrettato di leggere i giorni precedenti. Il libro "A Jangada" per il mio viaggio nel "Rio Amazonas", con la postilla di finirlo di leggere prima del mio arrivo a Iquitos e passarlo ad un altro viaggiatore del grande fiume. Così fu, nei prossimi post metterò anche la foto della consegna del libro.

mercoledì 17 novembre 2010

Cosa succede a Porto Alegre

Ho posto tra i link, la pagina di you tube sopra ciò che accaduto a Porto Alegre mandantomi dagli amici di Rio Alissa e Felipe.

http://www.youtube.com/watch?v=pN0ZZuqUuto&feature=email

http://levantafavela.blogspot.com/2010/10/policia-tenta-parar-apresentacao-do.html

Cirio de Nossa Senhora de Nazarè







L`amico e compagno di casa Veudo.


La più grande manifestazione religiosa del Brasile, una delle più grandi del mondo, ha portato quest`anno ben 2 milioni e 200.000 persone nelle strade di Belem e ha trasformato la città in una festa di 4 giorni senza sosta! Si svolge la seconda domenica di ottobre ma è anticipata da, appunto, 4 giorni di feste.
Naturalmente il pretesto della manifestazione religiosa si allarga agli altri spazi più profani della partecipazione collettiva, così feste, danze e fiumi di bevande per lo più alcoliche accompagnano canti, conoscenze e quant`altro di coinvolgente si possa immaginare!
Una mobilizzazione che prevede ogni anno una massiccia migrazione da tutte le parti dello stato e del Brasile per assistere alle varie autoflagellazioni, la corda che unisce tutti i devoti durante le processioni, il bagno nell`essenza profumata, la parata delle navi, i concerti continui, i giocolieri, lo storico mercato strapieno di Ver-o-Peso, le ritualità con le maschere tipiche tradizionali, giorni e notti senza respiro in un evento sicuramente da assistere almeno una volta nella vita.
Naturalmente non mi sono autoescluso, in particolare dagli eventi mondani, collaterali alla manifestazione religiosa! Lo spirito ha bisogno di nutrirsi di gioia e celebrare i suoi riti!

La nave piú pazza del mondo !

La nave più pazza del mondo "Uno dei dieci viaggi più divertenti mai realizzati da Valerinho".
Italian travel Institute!

Valerinho e le fitta file di hamacas.Il Kamikaze ciclista nipponico.Il capo tribù Ayapò con il libro "La Jangada", passatogli da me in consegna e un lavoratore rurale amazzone.ufficializzazione del passaggio di consegna del libro! Il primo passaggio era avvenuto a Belem dall`amico Philipe Castro.
Il nipponico, l`indiano e l`ingegniere di geotermica.L`australiano movie-dipendente.Foto quasi collettiva, manca L`australiano, intento a vedere film e l`ingegniere canadese, intento a cercare qualche soffione! Si intravede anche la mitica bicicletta del kamikaze giapponese.La mamma e la bambina nata con deformazioni, l`uomo è il padre che è venuto a prenderle al porto.
Il trasbordo la mattina seguente alla rottura dell`elica del battello.



Remake dell´altro celebre remake "l´aereo piú pazzo del mondo", la Valerinho-Amazonas-production presenta "La nave piú pazza del mondo", da Manaus a Tabatinga per uscire dal Brasile, anche se parlare di nave sembrerebbe esagerato, diciamo un battello.
La variegata compagnia del mare issa le vele e salpa dall´antica cittá del "cauchu" verso occidente per giungere al confine di tre stati: Brasile, Perú e Colombia.
A bordo si ha l´impressione che i viaggiatori siano personaggi in cerca di autore ! E ben quattro continenti sono rappresentati da essi, manca solo un africano/a (che non parli bene neanche l' italiano !), anche se qualche brasiliano un pó piú moreno induce a pensare che le origini siano dal continente nero.
Oltre a Valerinho "sconnesso viaggiatore", la stiva della nave era ingombrata di "hamacas" in cui trovavano alloggio i nostri "special guests". Un giapponese in sella non ad una sfavillante Kawasaky ma ad una bicicletta nemmeno di ultima generazione, che stava "pedalando" da 1 anno e 4 mesi, partendo dall´Alaska per giungere fino alla "tierra del fuego" in Argentina.
L´apprendista kamikaze aveva dovuto sopportare, peró, una "tappa" di arresto, in Costarica, non per la catena uscita dalle sue maglie o una gomma forata, ma per un saccheggio in piena regola e completo perpetuato ai suoi danni, compreso la prima bicicletta. L´eroico nipponico inizialmente in preda alla disperazione era proteso verso un gesto risoluto, un karakiri liberatorio, ma quando la lama della "katana" stava per "affettarlo" come un salamino, gli amici-samurai a lui devoti corsero in suo aiuto al grido di "banzai", imprestandoli i "danari" per ricomprare una nuova bicicletta e seguire il folle viaggio. Cosí fu riconquistato il suo onore!
Altro personaggio, uno chef francese che ha impiegato tre giorni (metá viaggio) per parlare con qualcuno ! La sua macchina fotografica costituiva il pezzo di lusso di tutta la nave!
Un colombiano ecologista e maschilista, in questo caso sono io che ho impiegato tre giorni prima di accorgermi che nel braccio aveva tatuato una svastica! Meglio evitare di commentare il mio stato d´animo alla sorpresa!
Un canadese di origine nipponica, ingegnere di geotermica conoscitore della nostra gloriosa centrale di Larderello (mi dice uno dei 5 luoghi al mondo dove si produce questa energia).
L´ingegnere dei "soffioni" é uno scapolone di lusso ma con una spiccata vocazione alla ricerca di una ingegnera dei "soffoconi"! Non disdegnando occhiate di intesa alle gentil donzelle brasiliane!
Tra un contratto e un altro si fa dei viaggetti di 6 mesi e passa, prima di riattivare le meningi a scopo di lucro.
Un australiano in viaggio per l´America latina, appassionato di film guardati con ingordigia nel suo "lap top", tanto da scordarsi di dare un´occhiata ogni tanto agli splendidi paesaggi amazzonici.
Un indigeno brasiliano di nome Santye Tapuya dice della tribú di Ayapó (Xingú), dalla testa "piumata" segno della leadership comunitaria ereditata dal padre e con una medaglia al collo rappresentante un generale dell`esercito brasiliano che gli sarebbe stata conferita come onoreficenza in guerra (però non sono riuscito a sapere quale fu questa guerra!) . Nelle fermate del battello nelle varie città era solito uscire per una breve passeggiata indossando un camice bianco segno, invece, della professione esercitata, ossia infermiere, e con una valigetta 24 ore dove riponeva alcuni articoli di giornale che lo vedevano protagonista di rivendicazioni indigene (queste sono documentate anche da foto che ho scattato!). Da 9 anni sarebbe residente in Bruxelles non sapendo, però, una sola parola di francese, ma nella città belgica, per la sua professione di infermiere, sembrerebbe che possa bastare il "portugnolo" (termine con il quale si definisce colui che sapendo un pò di spagnolo e un pò di portoghese ha la sagacia di mischiare il tutto per poter avere un più ampio raggio di comunicabilità! In poche parole quello che succedeva a me in Brasile!).
Per la cronaca era l`unico nella barca che non aveva un hamaca perchè scordata chissà dove. Per i suoi lunghi riposi e sonni notturni si adagiava nelle panchine laterali dello scafo, comprendosi con un lenzuolo rammendato.
Le mie chiaccherata e passeggiate durante le soste con l`amico indiano mi hanno convinto a nomirlo come pre-eletto nel passaggio del libro che Philipe Castro da Belem mi aveva dato in consegna, con la postilla di regalarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia (nella foto sono ufficializzati i vari passaggi! Ora tocca al nostro amico indiano passarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia!).
Beh in una nave, anzi battello, di tale ricchezza creativa non era certo necessario dubitare se tutto ciò che diceva era vero o no!
Altri personaggi hanno poi animato il "battello pazzerello" ma non mi prolungo a descriverli tutti, come le due ragazze peruviane con le quali ho condiviso il tratto di viaggio da Tabatinga a Iquitos, un altro colombiano, un giovane malinconico della terra, tanto da non sopportare più di 1 giorno di mare e che non ha digerito bene, i primi giorni, i pessimi pasti offerti dalla ciurma, preoccupata più del suo carico merci, tanto da farci cenare alle 17 del pomeriggio quando ancora il pranzo era fermo nella "stiva" della pancia.

Una parentesi seria, invece, la apro per una mamma con la figlia, una bambina di 2 anni nata con deformazioni. La parte destra del cranio, alla nascita, sporgeva in maniera molto pronunciata, occludendo il suo occhio destro dal quale non potrà mai vedere. Il naso e la bocca anch`essi deformi non le impediscono di avere una corretta respirazione. La mamma mi ha raccontato la sua storia e dei frequenti viaggi a San Paolo da uno specialista chirurgo, che le ha già asportato la parte della fronte che sporgeva e in futuro, quando la bambina sarà più forte per sostenere altre operazioni, agirà sulle altre parti affettate.
La bellezza di questa storia è che la mamma l`ha voluta lo stesso malgrado sapesse della malformazione e malgrado avesse già 5 figli. È una mamma felice e veramente amorevole con la figlia insieme alla quale ha dovuto, chiaramente, combattere una dura battaglia. Anche la bambina è sorridente, socievole e amante della musica! Ha solo 2 anni ma quando ascolta la musica si ferma e si incanta, tutto passa in secondo piano! La mamma mi ha chiesto se le davo la mia clavietta ( storico reperto musicale del mio periodo in Rio de Janeiro!!) e sono stato contento di di regalarla ad una, mi auguro sinceramente, futura musicista!

Dopo quasi una settimana di viaggio trasportati dalla energia dell`Amazzonia, tra paesaggi incantati, temporali suggestivi e la luce magnifica del sole all' alba e al tramonto, l`epilogo non poteva che essere imprevisto.
Ad una sola ora dal porto della cittadina di Benjamin Constant (che a sua volta dista a solo mezz`ora da Tabatinga) la nave incaglia la elica del motore nella "secca" del fume (in ottobre e inizi di novembre è il periodo di maggior secca, e quest`anno in particolare l`acqua ha raggiunto i minimi storici) e ci costringe a fermare dopo uno scossone del battello piuttosto allarmante.
Era notte e d`intorno si intravedevano, in una delle rive, solo alcune case di una comunità indigena molto piccola.
Alcune imbarcazioni di piccole dimenzioni sono giunte poco dopo, probabilmente chiamate dal capitano della nave, preoccupato sempre più del carico merci che dei passeggeri.
Molte persone hanno lasciato il battello per arrivare subito alla città di Benjamin Constant, nonostante avessero pagato per Tabatinga. La beffa è che hanno pagato anche quest`ultimo passaggio!
Naturalmente in quel momento è venuto fuori lo spirito indomabile del contestatore annichilito da tanta negligenza della compagnia del mare. Mancanza di assistenza, mancanza di volontá di risolvere il problema chiamando le autorità portuale (molti dicono per il pericolo di incorrere nella fiscalizzazione della merce), e soprattutto a pagare il servizio di trasbordo in altre imbarcazioni per raggiungere alla città di Tabatinga. L`allegra comitiva intercontinentale mi eleggeva a portavoce della protesta che investiva in particolare i non brasiliani, e incontrando il capitano si sono vissuti alcune momenti di tensione dialettica che si sono conclusi con la promessa di chiamare soccorsi e di pagare il passaggio per Tabatinga. L`altra anomalia che scuoteva gli animi della comitiva era proprio la questione che il battello dovesse fermare prima a Benjamin Constant che a Tabatinga, oltrettutto passando per un tratto di fiume con maggior secca. Addirittura si parlava di due giorni di permanenza in Benjamin Constant per le operazioni di scarico, quando Tabatinga è solo a mezz`ora di navigazione. Alcuni passeggeri soliti di questa rotta, affermano che ciò è dovuto a fare aumentare gli introiti generando il così detto "indotto" o "indottino", ossia costringendo, ovviamente, la maggior parte delle persone a evitare di stare due giorni fermi nel porto e pagare un`altra imbarcazione per arrivare a tabatinga.
Le proteste si sono verificate con più forza la mattina seguente con gli irriducibili intercontinentali, ma le esigenze dei più, compreso le mie (avevo già un volo riservato da Iquitos il giorno seguente) ci fanno propendere a trasbordare in corsa, perchè intanto la riparazione dell`elica aveva permesso di procedere (però per Benjamin Constant!), rinunciando ad andare presso la capitaneria di porto per esporre quanto successo.
Ciò che sorprende di più è che la maggior parte dei brasiliani nel battello non era affatto contrariati, anzi una signora difendeva il capitano e il fatto che la merce da consegnare fosse quasi più importante dei passeggeri e della loro sicurezza.
L`arrivo a Tabatinga, dopo il trasbordo in un piccolo motoscafo, sotto una pioggia battente ha regalato gli ultimi momenti del "remake" per alcune foto quasi collettive e il "the end"!

sabato 13 novembre 2010

Juruti, bassa amazzonia, incontro tra il MST e leader della comunità Riberinhas.

Cerimonia finale dell`incontro tenuto in uno splendido casolare immerso nella natura lussureggiante amazzonica, appena pochi km da Juruti.Proiezione dei film sopra la realizzazione della "ESCOLA NACIONAL FLORESTAN FERNANDES" di San Paolo e sopra la devastazione ambientale in Amazzonia.
Momento di chiusura dell`incontro con la ritualità condivisa da membri della Patorale della Terra, MST e comunità riberinhas.

Valerinho e Charles (il ragazzo con la barba e i baffi) sopra la camionetta che ci riporta a Juruti.Mercedes durante l`incontro con i leader delle comunità Riberinhas e della Pastorale della Terra.
Muiraquitan presente in un giardino pubblico di Santarem come elemento decorativo.

Il 17, 18 e 19 di ottobre mi sono fermato a Juruti. tappa imprevista ma sicuramente molto gradita del viaggio, partecipando ad un incontro di formazione che il MST ha tenuto per alcuni leader della comunità Riberinha della bassa Amazzonia. L`incontro è stato organizzato dalla Patorale della Terra di Juruti e aveva come obbiettivo ambito, iniziare a costruire una piattaforma comune di formazione sopra le problematiche sociali e ambientali della regione Amazzonica. La tappa era imprevista in quanto dovevo fermarmi a Santarem e rimanere nella comunità "Projecto Puraquè", che ha come obbiettivo diffondere la cultura digitale attraverso il "software livre" (in luglio ci fu, come avevo già scritto nel blog, un evento internazionale a Porto Alegre. Scrissi un articolo nel blog sulla comunicazione zapatista). In verità, dopo tre giorni di navigazione da Belem, mi sono fermato a Santarem, ma casualmente ho incontrato Mercedes del MST che mi ha parlato dell`incontro e di cosa stava succedendo nella zona di Juruti con il commercio di legname illegale. Così mi sono soffermato a Santarem solo mezza giornata prima di prendere un nuovo battello in direzione di Juruti, rinunciando a visitare quello che tutti mi avevano detto essere un luogo splendido, ossia Alter de Chão ! La navigazione per juruti è durata altre 15 ore circa.
L`incontro è stato condotto da due amici del MST Charles indomabile poeta ribelle e coordinatore dello stato del Parà e Mercedes, l`amazzone mezza italiana del MST, colei che mi ha svelato il segreto del muiraquitan e membro della direzione della Scuola Forestale Nazionale di Marabà.
L`incontro è stato preceduto da alcuni considerazione sopra quello che stava succedendo in quei giorni nelle zone vicine a Juruti, nella zona di Maumurù e Curumucurì, con gli esponenti delle comunità Riberinhas. Essi infatti stavano fermando le navi di legname illegale dirette verso Belem e Manaus, giorni sicuramente di tensione testimoniano il grado di conflitto che si vive in questa area del mondo. Mentre nella seconda zona citata 600 militanti della ACORJUVE (associazione delle comunità della regione di Juruti) stavano occupando una "madeidera" (fabbrica di legname).
Considerazioni circa anche il lavoro schiavo presente nella regione, i "madeideros" (fabbricanti di legnami) ingaggiano spesso "pistoleros" malgrado esista una legge che protegge i diritti delle comunità Riberinhas. Uno dei movimenti più esposti contro il commercio illegale di legname è "Juruti em Açao", che monitorizza frequentemente il territorio per conoscere il grado di illegalità presente e si mobilizza in azioni di protesta eclatanti come, appunto, bloccare le navi con carico illegale.

Il primo a condurre l`incontro è Charles Trocate che definisce subito l`obbettivo del incontro già sottolineato precedentemente, ossia una piattaforma comune di formazione sulle problematiche sociali e ambientali della regione amazzonica. Il suo contributo é sopra la questione della struttura economico e sociale e la nuova visione di lotta da costruire.
Propone la metafora del dragone per sottolineare l`importanza di intuire che si sta lottando contro qualcosa che può sembrare troppo grande per i limiti umani, ma che appare tanto grande perchè non si sa come affrontarlo. Introducendo così il tema della conoscenza come arma per rendersi consapevoli e avanzare nella maniera di affrontare il problema e riuscire a trovare soluzioni. La metafora dice che il dragone ogni giorno si ciba di un sacrificio umano e nessuno inizialmente osa ribellarsi all`azione del dragone, sperando nella fortuna di non essere mai il predestinato al sacrificio. Ma un giorno la comunità inizia a pensare e a intravedere una speranza di sconfiggere il dragone. Così prepara un guerriero che di giorno in giorno aumenta la sua forza fino ad essere pronto per lottare con il dragone. La domanda fondamentale che Charles propone in riferimento a questa metafora è la sueguente:" Come si colloca la gente in questo mondo rispetto ad un problema che appare insormontabile?"
La risposta chiaramente non è definibile in termini assoluti, ma si può iniziare a formare una consapevolezza sopra essa, sola a partire dalla conoscenza delle relazioni storico, sociali ed economiche che regolano le società nel corso del tempo. Maggior è la conoscenza di ciò che regola i meccanismi di relazione umana fondata sullo sfruttamento e la dominazione, maggiori sono le possibilità di generare un anticorpo capace di combattere l´epidemia.
Il primo tema affrontato è sopra le mutazioni del capitale finanziario globale.
- In Usa e Europa si concentrano i mercati della teconologia ( si potrebbe aggiungere Giappone e India)
- In oriente e sud-est asiatico si concentra la produzione dei beni di consumo di massa.
- In America latina e Africa si concetrano lo sfruttamento delle risorse naturali dstinate all`esportazione nei paesi più avanzati. Agricoltura, energia, risorse naturali e minerarie.

Charles elenca 5 punti fondamentali rispetto al tema dello sfruttamento dell`America-Latina.

1) La constatazione di ciò che sta avvenendo in America-Latina , ossia espoliazione, saccheggio delle risorse naturali e devastazione ambientale.
2) Deterritorializzazione delle comunità regionali ( ad esempio la Cargill che è implicata in operazioni per eliminare dirigenti scomodi, o anche la Monsanto), ossia creare le pressioni e le minacce ed indurre la gente a lasciare i luoghi di origine (Come altre volte detto, il Pará é in assoluto lo stato dove si sono verificati il maggior numero di assassini negli ultimi 20 anni in Brasile, circa 900 dei 1300 in totale).
3) Le organizzazioni nazionali e internazionali e i governi appoggiano gli interessi del grande capitale (Perché uno stato cosí ricco in risorse naturali come il Pará ha in indice di sviluppo umano cosí basso? Una delle risposte piú significative si possono ricavare da un dato: la Val é arrivato ad avere un ricavato 4 volte superiore del prodotto interno lordo dello stato del Pará.
4) Ideologia dello "sviluppo autosostenibile", la pratica del capitale é autodistruttiva. Perché essa si rigeneri necessita di sfruttare le risorse in ragione dell´accumulo di capitale, base costitutiva del sistema capitalista.
5) Cooptazione e costrizione a vendere a favore della grande impresa, se non si riesce nell´intento si passa ad una fase piú elevata di conflitto che prevede atti di intimidazione e violenza, consolidando la barbaria sociale e storica di questo stato prima con il colonialismo portoghese e dopo con quello che si puó definire imperialismo ecologico-ambientale centrato sulla mercantilizzazione delle risorse naturali. In ragione di ció oggi siamo in presenza di sempre piú numerose regioni del mondo con la guerra per l´accaparramento dei diritti sull´acqua come in Bolivia e qualche mese addietro con il tentativo del governo Correa in Ecuador di privatizzarla o per restare piú vicini alla realtá paraense, il commercio di legname illegale e l´agronegozio o ancora le miniere a cielo aperto nella zona di Carajás ( é stato stimato che le riserve di ferro, ad esempio, in questa regione possono far fronte alla domanda mondiale per piú di 500 anni! Ed é solo uno dei minerali presenti! Ció ci deve far riflettere sugli interessi enormi che i potenti del mondo hanno sopra il Pará e in generale sopra tutto il Brasile, uno degli stati piú ricchi al mondo di minerali e risorse naturali in genere). Un altro esempio eclatante di enormi interessi sopra questo stato é rappresentato da un progetto di investimento di tre case farmaceutiche, la piú prestigiosa delle quali é la Bayern. Un progetto di investimento per acquisire territori e impiantare stabilimenti, industrializzando piante e sementi e lucrando con enormi profitti a livello mondiale (Sappiamo che la maggiorparte delle medicine prodotte hanno il solo scopo di far arricchire gli azionisti delle grandi multinazionali. Il sapere ancestrale e l´utilizzo di piante medicinali senza trattamenti chimici é un tema centrale sia delle comunitá indigene che nello studio e nella formazione del MST).

Ció che propone il MST durante l´incontro é la costruzione di un nuovo blocco sociale paraense che si distingua dall´anteriore per il tipo di alleanze da consolidare. Mentre nelle esperienze precedenti di "Luta camponesa" (lotta dei lavoratori rurali) si cercó alleanze anche con i sindacati e i partiti politici, un nuovo corso di mobilizzazione e organizzazione di un blocco sociale antagonista, deve prescindere dalle ereditá con gli attori istituzionalizzati in quanto non hanno dato prova di affrontare e risolvere il problema fondamentale legato alla Riforma Agraria.
Per la costruzione di un nuovo blocco sociale di lotta "camponesa" elenca tre punti fondamentali.
1) Progetto di analisi collettiva ossia un progetto organico tra i vari attori, che valorizzi le differenze ma che getti le basi di una piattaforma comune di valori nei quali ridistribuzione della terra e protezione della natura siano inprescindibili.
2) Affrontare il modello centralizzato di sviluppo economico e sociale. Sappiamo oggi come il potere globale sia concentrato nelle mani di pochi, un potere colluso tra i vari settori della politica, dell´economia e della finanza, mirante ad aumentare i privilegi di poco senza avere scrupoli per la vendita di armi, devastazioni ambientali, condizioni di miseria di larghe fasce della popolazione mondiale e quanto altro ancora di incivile esiste in questo pianeta.
3) Principi di organizzazione, in primis, stimolando la partecipazione per conoscere e rendersi consapevole e, poi, strutturando la mobilizzazione in forme organizzate, capaci di far fronte a quel "dragone" della metafora, visto inizialmente come una creatura imbattibile.

Questi tre punti generano tre obbiettivi.
1) Obbiettivo della territorialitá, inteso come riappropriazione del proprio habitat naturale e culturale, consapevolezza della propria identitá in relazione al proprio habitat e difesa estrenua di esso.
2) Obbiettivo dell´organizzazione. Organizzare le componenti sociali che lo strutturano e soprattutto cambiamento delle tattiche e delle strategie nella forma di lotta. Il capitale muta le sue dinamiche di sfruttamento e perció possono cambiare le risposte da produrre contro esso.
3) Formazione politica/ideologica dei quadri, dei militanti e della base (Come Ulisses mi aveva sottolineato durante la chiaccherata prima della partenza da Belem, la formazione é il principio base del MST e ribadito durante l´ultimo congresso nel 2006. Su questo stesso principio che si fonda principalmente l´incontro di Jurutí, ossia l´esperienza quasi trentennale del MST, in particolare, per la sua capacitá di mobilizzazione, di formare e di organizzare un movimento capace di ottenere grandi risultato, lo pongono come punto di riferimento per apprendere modalitá di lotta capaci di far fronte alle tensioni del conflitto sociale che ognuna delle comunitá vive e alle poche risorse disponibili).
Charles sottolinea come sia importante partecipare a tutte le forme di lotta, le lotte aiutano le idee e viceversa.
La formazione puó diventare l´incentivo alla partecipazione per recuperare il ruolo della politica rispetto alla convivenza sociale e al rispetto del habitat in cui si vive. La crisi del sistema politico é anche la crisi della societá civile sempre piú disinteressata a creare una coscenza sopra temi come sovranitá alimentare, partecipazione popolare, rispetto delle differenze, sistema economico alternativo ed altro ancora.

L´intervento di Mercedes é sopra la formazione, tre temi sono affrontati.
1) La formazione storica.
2) L´educazione e formazione come emancipazione sociale.
3) La formazione ideologica del movimento dei lavoratori.

Il primo punto di analisi é la critica alla visione eurocentrica globale che ha determinato e in molte parti del mondo determina tuttora un tratto caratteristico della colonizzazione prima e della dominazione imperialista oggi, ossia cultura dello sfruttamento, maschilismo e integralismo religioso (compreso la posizione della chiesa cattolica, io ricordo che l´attuale papa era il Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede che fu riformata da Paolo VI nel 1965 durante il Concilio Vaticano. Ratzinger fu colui che condannó la teologia della liberazione come filosofia che si avvicinava pericolosamente alle posizioni marxiste. Ció lasció isolati quei vescovi come Oscar Romero che invece l´appoggió e che pagó con la vita il suo impegno anche sociale).
La formazione é la possibilitá di uscire da queste logiche storiche che attanagliano molte culture purtroppo dominate con la forza. L´educazione é perció funzionale al tipo di sistema di dominazione che si é succeduto.
Il sistema educativo deve quindi cambiare connotati, l´educazione del "campo" e della "selva" devono essere peculiari alle loro esigenze e alla loro cultura distintiva , e all´interno di queste devono formarsi ulteriori distinzioni in riferimento ad un territorio tanto vasto come quello coperto dalla regione amazzonica. Non puó, quindi, uniformarsi ai canoni del sistema educativo urbano. Non é la proposta pedagogica istituzionalizzata che il mondo rurale e della selva vogliono ma un´alternativa che sia il rispetto della propria identitá peculiare. Inoltre le scuole, in genere, sono molto distante dalle comunitá isolate nella selva, e la gente é costretta a viaggiare per ore in barca per raggiungere i paesi piú vicini. Ció determina chiaramente assenteismo e dispersione enorme di tempo.
Una proposta, dunque, che necessita di una posizione critica rispetto al modello presente e riconduca a concepire una scuola attraverso le proprie radici particolari e le proprie esigenze anche rispetto al futuro lavoro che si dovrá affrontare ossia quello nei campi e nella selva.
Per riuscire in questo obbiettivo é necessario, prima di tutto, recuperare l´autostima sia a livello individuale che, e anche piú importante, a livello collettivo. E l´autostima si recupera essenzialmente attraverso la consapevolezza che non si é subordinati a nessuno, che la propria cultura non é subordinata a nessuna e che le proprie modalitá identitarie si possono valorizzare anche in termini sociali e politici.
Il secondo punto orienta il MST verso un sistema educativo che non sia proiettato all´idea di conseguire un titolo di studio ( I titoli di studio sono concepiti storicamente come mezzi di consolidamento del sistema borghese).
L´impegno é, innanzitutto, verso la alfebitizzazione di tutto il territorio, una delle campagne del MST é "Il territorio sia libero dall´analfebetismo". Naturalmente l´attenzione ai bambini come eventi che si sono programmati a ottobre i "SEM TERRINHA". La relazione studenti-maestri/professori non si deve basare sui canoni tradizionali, ma deve tener conto che un sistema di apprendimento non é solo quello nozionistico. Si coltivano valori all´interno di un ambiente educativo, e ció bisogna poi metterlo in pratica (ad esempio i valori della protezione e sviluppo dell´ambiente, si apprendono discipline per conoscere tecnicamente la terra, ma anche si infondono i valori affinché la terra sia considerata alla stessa stregua di una persona, ossia con dei diritti inalienabili). Durante le lezioni gli alunni possono portare materiali, documenti, poesie o quant´altro perché siano oggetto di lezioni, non si deve perció seguire un protocollo rigido imposto da quale che sia autoritá. L´educazione come l´ideologia necessita anche di immaginazione e passione. Spesso peró non ci si appassiona proprio perché la rigiditá del sistema e dei suoi insegnanti costituiscono un muro invalicabile. Ció non significa che non esista una programmazione degli insegnamenti e che vi siano insegnanti improvvisati. Gli insegnamenti prevedono lo studio della filosofia, dell´economia, della sociologia, della politica, della teoria dell´organizzazione, della questione agraria e altre ancora.
Le lezioni devono poter correre parallelamente alla pratica, cosí se ci sono conflitti significativi in un determinato momento, si devono affrontare subito nelle aule cambiando se necessario il protocollo stabilito, ció significa vivere nella pratica gli insegnamenti e i propri valori.
Il terzo punto é concentrato sopra la formazione politica-ideologica, elevazione della consapevolezza sociale e politica per avere sempre una visione centrata della situazione locale e internazionale. Ció permette al movimento di consolidarsi e di di infondere elementi di coesione tra i suoi membri. L´elemento di formazione politico-ideologica diventa importante, quindi, a tutti i livelli, dalla base alla dirigenza, proprio per quella esigenza di strutturare il movimento in forma dinamica (come anche nella discussione con Ulisses). Ed ecco perché si parla anche di "Pedagogia dell´esempio", "Principio di coerenza" in relazione alla maniera di vivere in pratica la formazione da parte dei dirigenti.
Il MST nasce, poi, da una divisione delle forze sindacali rurali e del partito dei lavoratori come esigenza di costruire un movimento di massa che fosse vicino alle condizioni dei lavoratori senza terra, quindi di costituire una struttura organica attraverso le forme della convivialitá sociale.
Ecco perché il MST ha progettato e realizzato tre grandi scuole nazionali per la formazione.
La prima nel 1997 in San Paolo, finanziata anche con la partecipazione di artisti, fotografi e scrittori famosi e impegnati del calibro di Chico Buarque de Hollanda, Sebastião Salgado e José Saramago ( purtroppo scomparso nel giugno di quest´anno). La seconda e la terza nel 2009 in Fortaleza(nord-est) e Marabá (sud del Pará). La scuola di San Paolo ha rappresentato un evento di portata storica, considerando che solo dopo 14 anni dalla sua nascita il MST ha saputo "edificare" un proprio tempio piú che una scuola con le poche risorse a disposizione, dove la cultura si é immediatamente internazionalizzata, con le frequente visite, meeting, progetti di lavoro e quant´altro provenienti da tutto il mondo. Ció é dovuto alla forza ideologica che ha acquisito il movimento, che si é sempre piú consolidato attraverso una solida organizzazione.
Durante l´incotro i rappresentanti del MST distribuiscono (a me compreso) delle dispense sopra i seguenti temi: principi di educazione del MST, l´Amazzonia é una questione politica, la coscenza di massa e la formazione dei militanti, lotta di classe e correlazione di forze, strategie e tattiche usate dalle multinazionalinella costruzione della centrale idroelettrica (Belo Monte). Mentre la Pastorale della Terra una rivista informativa "Cabano".

Le mie considerazione finali.

Ho incontrato veramente un ambiente stimolante, ho conosciuto persone di valore, che hanno consolidato esperienze di lotta importanti e che non si arrendono a ció che sta succedendo in Amazzonia, scherzando li definivo guerrieri (ho scritto una poesia proprio su di essi che propongo alla fine delle considerazioni). L´Amazzonia non é solo un simbolo di un modello economico e culturale devastante che gli interessi forti stanno portando avanti ( rispetto a ció é stata citata una frase di Florestan Fernandez che recita piú o meno queste parole "Contro questa intolleranza dei ricchi bisogna continuare ad essere intransigenti"), ma in concreto il pericolo di destabilizzare l´eco-sistema mondiale. Un problema perció di tutti, del genere umano nella sua totalitá.
Le comunitá che vivono in Amazzonia sono consapevoli di quanto sia importante il mantenimento della natura e vivere nel rispetto di essa. Il modello di molte comunitá, benché differisca nel grado di compromesso con il progresso tecnologica, ha un denominatore comune, ossia porre nella scala dei valori in primis il rispetto di essa, vivendo principalmente delle attivitá tradizionali (pesca, raccolta dei frutti e piccole coltivazioni). Se da una parte si é perso l´uso delle lingue antiche e si parla solo portoghese, dall´altra si cerca di recuperare le tradizioni culturali e consolidarle per le nuove generazioni, in particolare lo stile di vita improntato nella simbiosa essere umano/natura.
Vorrei ringraziare Mercedes per l´invito, Mercedes é una ragazza splendida e intelligente, appassionata della lotta storia e della lotta del MST e vegetariana convinta! (ed é una nota a suo favore!) e Charles, sensibile e acuto poeta in un tempo in cui la poesia sembra interessare a pochi, é un faro che brilla in mezzo al mare (A proposito Charles devi mandarmi le tue poesie ancora, spero di riceverle presto) ma anche un ottimo oratore che sa spiegare in modo esauriente i temi affrontati.


Guerrieri naturali

Alzati, stai giá perdendo coraggio?
siamo solo al principio del cammino
canta a sguarciagola la storia nostra
quella che non ti hanno mai insegnato
determina con forza il suo ancoraggio

Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí nutriremo il tempo che resta
leggeri senza tasche, ostinati contro i forti
presenti d´un passato da scordare

Non piegarti sotto il peso degli anni
la gioventú si eleva infinitesimale
rinasce sempre fertile avvolgente
cercando lo stupore della gente
sbadata troppo spesso al suo passaggio

Fieri guerrieri oggi, esseri umani domani
cosí nutriremo il tempo che avanza
leggeri senza stati, alleati di nessuno
presenti d´un sistema da scordare

Ma tu alzati senza batter ciglio
é l´ora di perdere l´anonimato
figlio dei tempi cresciuto in esilio
scappa da questa fosse comune
in cui ti hanno ancora addormentato

Lotta indio risollevati dal fondo
conta le impronte nel nuovo sentiero
fino a rifondare il fine del mondo
che non sia ancora una volta uno scempio
a togliere il fiato al tuo grande cielo

Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí impiegheremo il tempo che aggiusta
condottieri del sogno, passeggeri del mondo
presenti d´un´alleanza globale.