Ho posto tra i link, la pagina di you tube sopra ciò che accaduto a Porto Alegre mandantomi dagli amici di Rio Alissa e Felipe.
http://www.youtube.com/watch?v=pN0ZZuqUuto&feature=email
http://levantafavela.blogspot.com/2010/10/policia-tenta-parar-apresentacao-do.html
mercoledì 17 novembre 2010
Cirio de Nossa Senhora de Nazarè
La più grande manifestazione religiosa del Brasile, una delle più grandi del mondo, ha portato quest`anno ben 2 milioni e 200.000 persone nelle strade di Belem e ha trasformato la città in una festa di 4 giorni senza sosta! Si svolge la seconda domenica di ottobre ma è anticipata da, appunto, 4 giorni di feste.
Naturalmente il pretesto della manifestazione religiosa si allarga agli altri spazi più profani della partecipazione collettiva, così feste, danze e fiumi di bevande per lo più alcoliche accompagnano canti, conoscenze e quant`altro di coinvolgente si possa immaginare!
Una mobilizzazione che prevede ogni anno una massiccia migrazione da tutte le parti dello stato e del Brasile per assistere alle varie autoflagellazioni, la corda che unisce tutti i devoti durante le processioni, il bagno nell`essenza profumata, la parata delle navi, i concerti continui, i giocolieri, lo storico mercato strapieno di Ver-o-Peso, le ritualità con le maschere tipiche tradizionali, giorni e notti senza respiro in un evento sicuramente da assistere almeno una volta nella vita.
Naturalmente non mi sono autoescluso, in particolare dagli eventi mondani, collaterali alla manifestazione religiosa! Lo spirito ha bisogno di nutrirsi di gioia e celebrare i suoi riti!
La nave piú pazza del mondo !
La nave più pazza del mondo "Uno dei dieci viaggi più divertenti mai realizzati da Valerinho".
Italian travel Institute!
Valerinho e le fitta file di hamacas.
Il Kamikaze ciclista nipponico.
Il capo tribù Ayapò con il libro "La Jangada", passatogli da me in consegna e un lavoratore rurale amazzone.
ufficializzazione del passaggio di consegna del libro! Il primo passaggio era avvenuto a Belem dall`amico Philipe Castro.
Il nipponico, l`indiano e l`ingegniere di geotermica.
L`australiano movie-dipendente.
Foto quasi collettiva, manca L`australiano, intento a vedere film e l`ingegniere canadese, intento a cercare qualche soffione! Si intravede anche la mitica bicicletta del kamikaze giapponese.
La mamma e la bambina nata con deformazioni, l`uomo è il padre che è venuto a prenderle al porto.
Il trasbordo la mattina seguente alla rottura dell`elica del battello.

Remake dell´altro celebre remake "l´aereo piú pazzo del mondo", la Valerinho-Amazonas-production presenta "La nave piú pazza del mondo", da Manaus a Tabatinga per uscire dal Brasile, anche se parlare di nave sembrerebbe esagerato, diciamo un battello.
La variegata compagnia del mare issa le vele e salpa dall´antica cittá del "cauchu" verso occidente per giungere al confine di tre stati: Brasile, Perú e Colombia.
A bordo si ha l´impressione che i viaggiatori siano personaggi in cerca di autore ! E ben quattro continenti sono rappresentati da essi, manca solo un africano/a (che non parli bene neanche l' italiano !), anche se qualche brasiliano un pó piú moreno induce a pensare che le origini siano dal continente nero.
Oltre a Valerinho "sconnesso viaggiatore", la stiva della nave era ingombrata di "hamacas" in cui trovavano alloggio i nostri "special guests". Un giapponese in sella non ad una sfavillante Kawasaky ma ad una bicicletta nemmeno di ultima generazione, che stava "pedalando" da 1 anno e 4 mesi, partendo dall´Alaska per giungere fino alla "tierra del fuego" in Argentina.
L´apprendista kamikaze aveva dovuto sopportare, peró, una "tappa" di arresto, in Costarica, non per la catena uscita dalle sue maglie o una gomma forata, ma per un saccheggio in piena regola e completo perpetuato ai suoi danni, compreso la prima bicicletta. L´eroico nipponico inizialmente in preda alla disperazione era proteso verso un gesto risoluto, un karakiri liberatorio, ma quando la lama della "katana" stava per "affettarlo" come un salamino, gli amici-samurai a lui devoti corsero in suo aiuto al grido di "banzai", imprestandoli i "danari" per ricomprare una nuova bicicletta e seguire il folle viaggio. Cosí fu riconquistato il suo onore!
Altro personaggio, uno chef francese che ha impiegato tre giorni (metá viaggio) per parlare con qualcuno ! La sua macchina fotografica costituiva il pezzo di lusso di tutta la nave!
Un colombiano ecologista e maschilista, in questo caso sono io che ho impiegato tre giorni prima di accorgermi che nel braccio aveva tatuato una svastica! Meglio evitare di commentare il mio stato d´animo alla sorpresa!
Un canadese di origine nipponica, ingegnere di geotermica conoscitore della nostra gloriosa centrale di Larderello (mi dice uno dei 5 luoghi al mondo dove si produce questa energia).
L´ingegnere dei "soffioni" é uno scapolone di lusso ma con una spiccata vocazione alla ricerca di una ingegnera dei "soffoconi"! Non disdegnando occhiate di intesa alle gentil donzelle brasiliane!
Tra un contratto e un altro si fa dei viaggetti di 6 mesi e passa, prima di riattivare le meningi a scopo di lucro.
Un australiano in viaggio per l´America latina, appassionato di film guardati con ingordigia nel suo "lap top", tanto da scordarsi di dare un´occhiata ogni tanto agli splendidi paesaggi amazzonici.
Un indigeno brasiliano di nome Santye Tapuya dice della tribú di Ayapó (Xingú), dalla testa "piumata" segno della leadership comunitaria ereditata dal padre e con una medaglia al collo rappresentante un generale dell`esercito brasiliano che gli sarebbe stata conferita come onoreficenza in guerra (però non sono riuscito a sapere quale fu questa guerra!) . Nelle fermate del battello nelle varie città era solito uscire per una breve passeggiata indossando un camice bianco segno, invece, della professione esercitata, ossia infermiere, e con una valigetta 24 ore dove riponeva alcuni articoli di giornale che lo vedevano protagonista di rivendicazioni indigene (queste sono documentate anche da foto che ho scattato!). Da 9 anni sarebbe residente in Bruxelles non sapendo, però, una sola parola di francese, ma nella città belgica, per la sua professione di infermiere, sembrerebbe che possa bastare il "portugnolo" (termine con il quale si definisce colui che sapendo un pò di spagnolo e un pò di portoghese ha la sagacia di mischiare il tutto per poter avere un più ampio raggio di comunicabilità! In poche parole quello che succedeva a me in Brasile!).
Per la cronaca era l`unico nella barca che non aveva un hamaca perchè scordata chissà dove. Per i suoi lunghi riposi e sonni notturni si adagiava nelle panchine laterali dello scafo, comprendosi con un lenzuolo rammendato.
Le mie chiaccherata e passeggiate durante le soste con l`amico indiano mi hanno convinto a nomirlo come pre-eletto nel passaggio del libro che Philipe Castro da Belem mi aveva dato in consegna, con la postilla di regalarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia (nella foto sono ufficializzati i vari passaggi! Ora tocca al nostro amico indiano passarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia!).
Beh in una nave, anzi battello, di tale ricchezza creativa non era certo necessario dubitare se tutto ciò che diceva era vero o no!
Altri personaggi hanno poi animato il "battello pazzerello" ma non mi prolungo a descriverli tutti, come le due ragazze peruviane con le quali ho condiviso il tratto di viaggio da Tabatinga a Iquitos, un altro colombiano, un giovane malinconico della terra, tanto da non sopportare più di 1 giorno di mare e che non ha digerito bene, i primi giorni, i pessimi pasti offerti dalla ciurma, preoccupata più del suo carico merci, tanto da farci cenare alle 17 del pomeriggio quando ancora il pranzo era fermo nella "stiva" della pancia.
Una parentesi seria, invece, la apro per una mamma con la figlia, una bambina di 2 anni nata con deformazioni. La parte destra del cranio, alla nascita, sporgeva in maniera molto pronunciata, occludendo il suo occhio destro dal quale non potrà mai vedere. Il naso e la bocca anch`essi deformi non le impediscono di avere una corretta respirazione. La mamma mi ha raccontato la sua storia e dei frequenti viaggi a San Paolo da uno specialista chirurgo, che le ha già asportato la parte della fronte che sporgeva e in futuro, quando la bambina sarà più forte per sostenere altre operazioni, agirà sulle altre parti affettate.
La bellezza di questa storia è che la mamma l`ha voluta lo stesso malgrado sapesse della malformazione e malgrado avesse già 5 figli. È una mamma felice e veramente amorevole con la figlia insieme alla quale ha dovuto, chiaramente, combattere una dura battaglia. Anche la bambina è sorridente, socievole e amante della musica! Ha solo 2 anni ma quando ascolta la musica si ferma e si incanta, tutto passa in secondo piano! La mamma mi ha chiesto se le davo la mia clavietta ( storico reperto musicale del mio periodo in Rio de Janeiro!!) e sono stato contento di di regalarla ad una, mi auguro sinceramente, futura musicista!
Dopo quasi una settimana di viaggio trasportati dalla energia dell`Amazzonia, tra paesaggi incantati, temporali suggestivi e la luce magnifica del sole all' alba e al tramonto, l`epilogo non poteva che essere imprevisto.
Ad una sola ora dal porto della cittadina di Benjamin Constant (che a sua volta dista a solo mezz`ora da Tabatinga) la nave incaglia la elica del motore nella "secca" del fume (in ottobre e inizi di novembre è il periodo di maggior secca, e quest`anno in particolare l`acqua ha raggiunto i minimi storici) e ci costringe a fermare dopo uno scossone del battello piuttosto allarmante.
Era notte e d`intorno si intravedevano, in una delle rive, solo alcune case di una comunità indigena molto piccola.
Alcune imbarcazioni di piccole dimenzioni sono giunte poco dopo, probabilmente chiamate dal capitano della nave, preoccupato sempre più del carico merci che dei passeggeri.
Molte persone hanno lasciato il battello per arrivare subito alla città di Benjamin Constant, nonostante avessero pagato per Tabatinga. La beffa è che hanno pagato anche quest`ultimo passaggio!
Naturalmente in quel momento è venuto fuori lo spirito indomabile del contestatore annichilito da tanta negligenza della compagnia del mare. Mancanza di assistenza, mancanza di volontá di risolvere il problema chiamando le autorità portuale (molti dicono per il pericolo di incorrere nella fiscalizzazione della merce), e soprattutto a pagare il servizio di trasbordo in altre imbarcazioni per raggiungere alla città di Tabatinga. L`allegra comitiva intercontinentale mi eleggeva a portavoce della protesta che investiva in particolare i non brasiliani, e incontrando il capitano si sono vissuti alcune momenti di tensione dialettica che si sono conclusi con la promessa di chiamare soccorsi e di pagare il passaggio per Tabatinga. L`altra anomalia che scuoteva gli animi della comitiva era proprio la questione che il battello dovesse fermare prima a Benjamin Constant che a Tabatinga, oltrettutto passando per un tratto di fiume con maggior secca. Addirittura si parlava di due giorni di permanenza in Benjamin Constant per le operazioni di scarico, quando Tabatinga è solo a mezz`ora di navigazione. Alcuni passeggeri soliti di questa rotta, affermano che ciò è dovuto a fare aumentare gli introiti generando il così detto "indotto" o "indottino", ossia costringendo, ovviamente, la maggior parte delle persone a evitare di stare due giorni fermi nel porto e pagare un`altra imbarcazione per arrivare a tabatinga.
Le proteste si sono verificate con più forza la mattina seguente con gli irriducibili intercontinentali, ma le esigenze dei più, compreso le mie (avevo già un volo riservato da Iquitos il giorno seguente) ci fanno propendere a trasbordare in corsa, perchè intanto la riparazione dell`elica aveva permesso di procedere (però per Benjamin Constant!), rinunciando ad andare presso la capitaneria di porto per esporre quanto successo.
Ciò che sorprende di più è che la maggior parte dei brasiliani nel battello non era affatto contrariati, anzi una signora difendeva il capitano e il fatto che la merce da consegnare fosse quasi più importante dei passeggeri e della loro sicurezza.
L`arrivo a Tabatinga, dopo il trasbordo in un piccolo motoscafo, sotto una pioggia battente ha regalato gli ultimi momenti del "remake" per alcune foto quasi collettive e il "the end"!
Italian travel Institute!
Valerinho e le fitta file di hamacas.Il nipponico, l`indiano e l`ingegniere di geotermica.
Remake dell´altro celebre remake "l´aereo piú pazzo del mondo", la Valerinho-Amazonas-production presenta "La nave piú pazza del mondo", da Manaus a Tabatinga per uscire dal Brasile, anche se parlare di nave sembrerebbe esagerato, diciamo un battello.
La variegata compagnia del mare issa le vele e salpa dall´antica cittá del "cauchu" verso occidente per giungere al confine di tre stati: Brasile, Perú e Colombia.
A bordo si ha l´impressione che i viaggiatori siano personaggi in cerca di autore ! E ben quattro continenti sono rappresentati da essi, manca solo un africano/a (che non parli bene neanche l' italiano !), anche se qualche brasiliano un pó piú moreno induce a pensare che le origini siano dal continente nero.
Oltre a Valerinho "sconnesso viaggiatore", la stiva della nave era ingombrata di "hamacas" in cui trovavano alloggio i nostri "special guests". Un giapponese in sella non ad una sfavillante Kawasaky ma ad una bicicletta nemmeno di ultima generazione, che stava "pedalando" da 1 anno e 4 mesi, partendo dall´Alaska per giungere fino alla "tierra del fuego" in Argentina.
L´apprendista kamikaze aveva dovuto sopportare, peró, una "tappa" di arresto, in Costarica, non per la catena uscita dalle sue maglie o una gomma forata, ma per un saccheggio in piena regola e completo perpetuato ai suoi danni, compreso la prima bicicletta. L´eroico nipponico inizialmente in preda alla disperazione era proteso verso un gesto risoluto, un karakiri liberatorio, ma quando la lama della "katana" stava per "affettarlo" come un salamino, gli amici-samurai a lui devoti corsero in suo aiuto al grido di "banzai", imprestandoli i "danari" per ricomprare una nuova bicicletta e seguire il folle viaggio. Cosí fu riconquistato il suo onore!
Altro personaggio, uno chef francese che ha impiegato tre giorni (metá viaggio) per parlare con qualcuno ! La sua macchina fotografica costituiva il pezzo di lusso di tutta la nave!
Un colombiano ecologista e maschilista, in questo caso sono io che ho impiegato tre giorni prima di accorgermi che nel braccio aveva tatuato una svastica! Meglio evitare di commentare il mio stato d´animo alla sorpresa!
Un canadese di origine nipponica, ingegnere di geotermica conoscitore della nostra gloriosa centrale di Larderello (mi dice uno dei 5 luoghi al mondo dove si produce questa energia).
L´ingegnere dei "soffioni" é uno scapolone di lusso ma con una spiccata vocazione alla ricerca di una ingegnera dei "soffoconi"! Non disdegnando occhiate di intesa alle gentil donzelle brasiliane!
Tra un contratto e un altro si fa dei viaggetti di 6 mesi e passa, prima di riattivare le meningi a scopo di lucro.
Un australiano in viaggio per l´America latina, appassionato di film guardati con ingordigia nel suo "lap top", tanto da scordarsi di dare un´occhiata ogni tanto agli splendidi paesaggi amazzonici.
Un indigeno brasiliano di nome Santye Tapuya dice della tribú di Ayapó (Xingú), dalla testa "piumata" segno della leadership comunitaria ereditata dal padre e con una medaglia al collo rappresentante un generale dell`esercito brasiliano che gli sarebbe stata conferita come onoreficenza in guerra (però non sono riuscito a sapere quale fu questa guerra!) . Nelle fermate del battello nelle varie città era solito uscire per una breve passeggiata indossando un camice bianco segno, invece, della professione esercitata, ossia infermiere, e con una valigetta 24 ore dove riponeva alcuni articoli di giornale che lo vedevano protagonista di rivendicazioni indigene (queste sono documentate anche da foto che ho scattato!). Da 9 anni sarebbe residente in Bruxelles non sapendo, però, una sola parola di francese, ma nella città belgica, per la sua professione di infermiere, sembrerebbe che possa bastare il "portugnolo" (termine con il quale si definisce colui che sapendo un pò di spagnolo e un pò di portoghese ha la sagacia di mischiare il tutto per poter avere un più ampio raggio di comunicabilità! In poche parole quello che succedeva a me in Brasile!).
Per la cronaca era l`unico nella barca che non aveva un hamaca perchè scordata chissà dove. Per i suoi lunghi riposi e sonni notturni si adagiava nelle panchine laterali dello scafo, comprendosi con un lenzuolo rammendato.
Le mie chiaccherata e passeggiate durante le soste con l`amico indiano mi hanno convinto a nomirlo come pre-eletto nel passaggio del libro che Philipe Castro da Belem mi aveva dato in consegna, con la postilla di regalarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia (nella foto sono ufficializzati i vari passaggi! Ora tocca al nostro amico indiano passarlo ad un altro viaggiatore dell`Amazzonia!).
Beh in una nave, anzi battello, di tale ricchezza creativa non era certo necessario dubitare se tutto ciò che diceva era vero o no!
Altri personaggi hanno poi animato il "battello pazzerello" ma non mi prolungo a descriverli tutti, come le due ragazze peruviane con le quali ho condiviso il tratto di viaggio da Tabatinga a Iquitos, un altro colombiano, un giovane malinconico della terra, tanto da non sopportare più di 1 giorno di mare e che non ha digerito bene, i primi giorni, i pessimi pasti offerti dalla ciurma, preoccupata più del suo carico merci, tanto da farci cenare alle 17 del pomeriggio quando ancora il pranzo era fermo nella "stiva" della pancia.
Una parentesi seria, invece, la apro per una mamma con la figlia, una bambina di 2 anni nata con deformazioni. La parte destra del cranio, alla nascita, sporgeva in maniera molto pronunciata, occludendo il suo occhio destro dal quale non potrà mai vedere. Il naso e la bocca anch`essi deformi non le impediscono di avere una corretta respirazione. La mamma mi ha raccontato la sua storia e dei frequenti viaggi a San Paolo da uno specialista chirurgo, che le ha già asportato la parte della fronte che sporgeva e in futuro, quando la bambina sarà più forte per sostenere altre operazioni, agirà sulle altre parti affettate.
La bellezza di questa storia è che la mamma l`ha voluta lo stesso malgrado sapesse della malformazione e malgrado avesse già 5 figli. È una mamma felice e veramente amorevole con la figlia insieme alla quale ha dovuto, chiaramente, combattere una dura battaglia. Anche la bambina è sorridente, socievole e amante della musica! Ha solo 2 anni ma quando ascolta la musica si ferma e si incanta, tutto passa in secondo piano! La mamma mi ha chiesto se le davo la mia clavietta ( storico reperto musicale del mio periodo in Rio de Janeiro!!) e sono stato contento di di regalarla ad una, mi auguro sinceramente, futura musicista!
Dopo quasi una settimana di viaggio trasportati dalla energia dell`Amazzonia, tra paesaggi incantati, temporali suggestivi e la luce magnifica del sole all' alba e al tramonto, l`epilogo non poteva che essere imprevisto.
Ad una sola ora dal porto della cittadina di Benjamin Constant (che a sua volta dista a solo mezz`ora da Tabatinga) la nave incaglia la elica del motore nella "secca" del fume (in ottobre e inizi di novembre è il periodo di maggior secca, e quest`anno in particolare l`acqua ha raggiunto i minimi storici) e ci costringe a fermare dopo uno scossone del battello piuttosto allarmante.
Era notte e d`intorno si intravedevano, in una delle rive, solo alcune case di una comunità indigena molto piccola.
Alcune imbarcazioni di piccole dimenzioni sono giunte poco dopo, probabilmente chiamate dal capitano della nave, preoccupato sempre più del carico merci che dei passeggeri.
Molte persone hanno lasciato il battello per arrivare subito alla città di Benjamin Constant, nonostante avessero pagato per Tabatinga. La beffa è che hanno pagato anche quest`ultimo passaggio!
Naturalmente in quel momento è venuto fuori lo spirito indomabile del contestatore annichilito da tanta negligenza della compagnia del mare. Mancanza di assistenza, mancanza di volontá di risolvere il problema chiamando le autorità portuale (molti dicono per il pericolo di incorrere nella fiscalizzazione della merce), e soprattutto a pagare il servizio di trasbordo in altre imbarcazioni per raggiungere alla città di Tabatinga. L`allegra comitiva intercontinentale mi eleggeva a portavoce della protesta che investiva in particolare i non brasiliani, e incontrando il capitano si sono vissuti alcune momenti di tensione dialettica che si sono conclusi con la promessa di chiamare soccorsi e di pagare il passaggio per Tabatinga. L`altra anomalia che scuoteva gli animi della comitiva era proprio la questione che il battello dovesse fermare prima a Benjamin Constant che a Tabatinga, oltrettutto passando per un tratto di fiume con maggior secca. Addirittura si parlava di due giorni di permanenza in Benjamin Constant per le operazioni di scarico, quando Tabatinga è solo a mezz`ora di navigazione. Alcuni passeggeri soliti di questa rotta, affermano che ciò è dovuto a fare aumentare gli introiti generando il così detto "indotto" o "indottino", ossia costringendo, ovviamente, la maggior parte delle persone a evitare di stare due giorni fermi nel porto e pagare un`altra imbarcazione per arrivare a tabatinga.
Le proteste si sono verificate con più forza la mattina seguente con gli irriducibili intercontinentali, ma le esigenze dei più, compreso le mie (avevo già un volo riservato da Iquitos il giorno seguente) ci fanno propendere a trasbordare in corsa, perchè intanto la riparazione dell`elica aveva permesso di procedere (però per Benjamin Constant!), rinunciando ad andare presso la capitaneria di porto per esporre quanto successo.
Ciò che sorprende di più è che la maggior parte dei brasiliani nel battello non era affatto contrariati, anzi una signora difendeva il capitano e il fatto che la merce da consegnare fosse quasi più importante dei passeggeri e della loro sicurezza.
L`arrivo a Tabatinga, dopo il trasbordo in un piccolo motoscafo, sotto una pioggia battente ha regalato gli ultimi momenti del "remake" per alcune foto quasi collettive e il "the end"!
sabato 13 novembre 2010
Juruti, bassa amazzonia, incontro tra il MST e leader della comunità Riberinhas.
Cerimonia finale dell`incontro tenuto in uno splendido casolare immerso nella natura lussureggiante amazzonica, appena pochi km da Juruti.
Proiezione dei film sopra la realizzazione della "ESCOLA NACIONAL FLORESTAN FERNANDES" di San Paolo e sopra la devastazione ambientale in Amazzonia.
Momento di chiusura dell`incontro con la ritualità condivisa da membri della Patorale della Terra, MST e comunità riberinhas.

Valerinho e Charles (il ragazzo con la barba e i baffi) sopra la camionetta che ci riporta a Juruti.
Mercedes durante l`incontro con i leader delle comunità Riberinhas e della Pastorale della Terra.
Muiraquitan presente in un giardino pubblico di Santarem come elemento decorativo.

Il 17, 18 e 19 di ottobre mi sono fermato a Juruti. tappa imprevista ma sicuramente molto gradita del viaggio, partecipando ad un incontro di formazione che il MST ha tenuto per alcuni leader della comunità Riberinha della bassa Amazzonia. L`incontro è stato organizzato dalla Patorale della Terra di Juruti e aveva come obbiettivo ambito, iniziare a costruire una piattaforma comune di formazione sopra le problematiche sociali e ambientali della regione Amazzonica. La tappa era imprevista in quanto dovevo fermarmi a Santarem e rimanere nella comunità "Projecto Puraquè", che ha come obbiettivo diffondere la cultura digitale attraverso il "software livre" (in luglio ci fu, come avevo già scritto nel blog, un evento internazionale a Porto Alegre. Scrissi un articolo nel blog sulla comunicazione zapatista). In verità, dopo tre giorni di navigazione da Belem, mi sono fermato a Santarem, ma casualmente ho incontrato Mercedes del MST che mi ha parlato dell`incontro e di cosa stava succedendo nella zona di Juruti con il commercio di legname illegale. Così mi sono soffermato a Santarem solo mezza giornata prima di prendere un nuovo battello in direzione di Juruti, rinunciando a visitare quello che tutti mi avevano detto essere un luogo splendido, ossia Alter de Chão ! La navigazione per juruti è durata altre 15 ore circa.
L`incontro è stato condotto da due amici del MST Charles indomabile poeta ribelle e coordinatore dello stato del Parà e Mercedes, l`amazzone mezza italiana del MST, colei che mi ha svelato il segreto del muiraquitan e membro della direzione della Scuola Forestale Nazionale di Marabà.
L`incontro è stato preceduto da alcuni considerazione sopra quello che stava succedendo in quei giorni nelle zone vicine a Juruti, nella zona di Maumurù e Curumucurì, con gli esponenti delle comunità Riberinhas. Essi infatti stavano fermando le navi di legname illegale dirette verso Belem e Manaus, giorni sicuramente di tensione testimoniano il grado di conflitto che si vive in questa area del mondo. Mentre nella seconda zona citata 600 militanti della ACORJUVE (associazione delle comunità della regione di Juruti) stavano occupando una "madeidera" (fabbrica di legname).
Considerazioni circa anche il lavoro schiavo presente nella regione, i "madeideros" (fabbricanti di legnami) ingaggiano spesso "pistoleros" malgrado esista una legge che protegge i diritti delle comunità Riberinhas. Uno dei movimenti più esposti contro il commercio illegale di legname è "Juruti em Açao", che monitorizza frequentemente il territorio per conoscere il grado di illegalità presente e si mobilizza in azioni di protesta eclatanti come, appunto, bloccare le navi con carico illegale.
Il primo a condurre l`incontro è Charles Trocate che definisce subito l`obbettivo del incontro già sottolineato precedentemente, ossia una piattaforma comune di formazione sulle problematiche sociali e ambientali della regione amazzonica. Il suo contributo é sopra la questione della struttura economico e sociale e la nuova visione di lotta da costruire.
Propone la metafora del dragone per sottolineare l`importanza di intuire che si sta lottando contro qualcosa che può sembrare troppo grande per i limiti umani, ma che appare tanto grande perchè non si sa come affrontarlo. Introducendo così il tema della conoscenza come arma per rendersi consapevoli e avanzare nella maniera di affrontare il problema e riuscire a trovare soluzioni. La metafora dice che il dragone ogni giorno si ciba di un sacrificio umano e nessuno inizialmente osa ribellarsi all`azione del dragone, sperando nella fortuna di non essere mai il predestinato al sacrificio. Ma un giorno la comunità inizia a pensare e a intravedere una speranza di sconfiggere il dragone. Così prepara un guerriero che di giorno in giorno aumenta la sua forza fino ad essere pronto per lottare con il dragone. La domanda fondamentale che Charles propone in riferimento a questa metafora è la sueguente:" Come si colloca la gente in questo mondo rispetto ad un problema che appare insormontabile?"
La risposta chiaramente non è definibile in termini assoluti, ma si può iniziare a formare una consapevolezza sopra essa, sola a partire dalla conoscenza delle relazioni storico, sociali ed economiche che regolano le società nel corso del tempo. Maggior è la conoscenza di ciò che regola i meccanismi di relazione umana fondata sullo sfruttamento e la dominazione, maggiori sono le possibilità di generare un anticorpo capace di combattere l´epidemia.
Il primo tema affrontato è sopra le mutazioni del capitale finanziario globale.
- In Usa e Europa si concentrano i mercati della teconologia ( si potrebbe aggiungere Giappone e India)
- In oriente e sud-est asiatico si concentra la produzione dei beni di consumo di massa.
- In America latina e Africa si concetrano lo sfruttamento delle risorse naturali dstinate all`esportazione nei paesi più avanzati. Agricoltura, energia, risorse naturali e minerarie.
Charles elenca 5 punti fondamentali rispetto al tema dello sfruttamento dell`America-Latina.
1) La constatazione di ciò che sta avvenendo in America-Latina , ossia espoliazione, saccheggio delle risorse naturali e devastazione ambientale.
2) Deterritorializzazione delle comunità regionali ( ad esempio la Cargill che è implicata in operazioni per eliminare dirigenti scomodi, o anche la Monsanto), ossia creare le pressioni e le minacce ed indurre la gente a lasciare i luoghi di origine (Come altre volte detto, il Pará é in assoluto lo stato dove si sono verificati il maggior numero di assassini negli ultimi 20 anni in Brasile, circa 900 dei 1300 in totale).
3) Le organizzazioni nazionali e internazionali e i governi appoggiano gli interessi del grande capitale (Perché uno stato cosí ricco in risorse naturali come il Pará ha in indice di sviluppo umano cosí basso? Una delle risposte piú significative si possono ricavare da un dato: la Val é arrivato ad avere un ricavato 4 volte superiore del prodotto interno lordo dello stato del Pará.
4) Ideologia dello "sviluppo autosostenibile", la pratica del capitale é autodistruttiva. Perché essa si rigeneri necessita di sfruttare le risorse in ragione dell´accumulo di capitale, base costitutiva del sistema capitalista.
5) Cooptazione e costrizione a vendere a favore della grande impresa, se non si riesce nell´intento si passa ad una fase piú elevata di conflitto che prevede atti di intimidazione e violenza, consolidando la barbaria sociale e storica di questo stato prima con il colonialismo portoghese e dopo con quello che si puó definire imperialismo ecologico-ambientale centrato sulla mercantilizzazione delle risorse naturali. In ragione di ció oggi siamo in presenza di sempre piú numerose regioni del mondo con la guerra per l´accaparramento dei diritti sull´acqua come in Bolivia e qualche mese addietro con il tentativo del governo Correa in Ecuador di privatizzarla o per restare piú vicini alla realtá paraense, il commercio di legname illegale e l´agronegozio o ancora le miniere a cielo aperto nella zona di Carajás ( é stato stimato che le riserve di ferro, ad esempio, in questa regione possono far fronte alla domanda mondiale per piú di 500 anni! Ed é solo uno dei minerali presenti! Ció ci deve far riflettere sugli interessi enormi che i potenti del mondo hanno sopra il Pará e in generale sopra tutto il Brasile, uno degli stati piú ricchi al mondo di minerali e risorse naturali in genere). Un altro esempio eclatante di enormi interessi sopra questo stato é rappresentato da un progetto di investimento di tre case farmaceutiche, la piú prestigiosa delle quali é la Bayern. Un progetto di investimento per acquisire territori e impiantare stabilimenti, industrializzando piante e sementi e lucrando con enormi profitti a livello mondiale (Sappiamo che la maggiorparte delle medicine prodotte hanno il solo scopo di far arricchire gli azionisti delle grandi multinazionali. Il sapere ancestrale e l´utilizzo di piante medicinali senza trattamenti chimici é un tema centrale sia delle comunitá indigene che nello studio e nella formazione del MST).
Ció che propone il MST durante l´incontro é la costruzione di un nuovo blocco sociale paraense che si distingua dall´anteriore per il tipo di alleanze da consolidare. Mentre nelle esperienze precedenti di "Luta camponesa" (lotta dei lavoratori rurali) si cercó alleanze anche con i sindacati e i partiti politici, un nuovo corso di mobilizzazione e organizzazione di un blocco sociale antagonista, deve prescindere dalle ereditá con gli attori istituzionalizzati in quanto non hanno dato prova di affrontare e risolvere il problema fondamentale legato alla Riforma Agraria.
Per la costruzione di un nuovo blocco sociale di lotta "camponesa" elenca tre punti fondamentali.
1) Progetto di analisi collettiva ossia un progetto organico tra i vari attori, che valorizzi le differenze ma che getti le basi di una piattaforma comune di valori nei quali ridistribuzione della terra e protezione della natura siano inprescindibili.
2) Affrontare il modello centralizzato di sviluppo economico e sociale. Sappiamo oggi come il potere globale sia concentrato nelle mani di pochi, un potere colluso tra i vari settori della politica, dell´economia e della finanza, mirante ad aumentare i privilegi di poco senza avere scrupoli per la vendita di armi, devastazioni ambientali, condizioni di miseria di larghe fasce della popolazione mondiale e quanto altro ancora di incivile esiste in questo pianeta.
3) Principi di organizzazione, in primis, stimolando la partecipazione per conoscere e rendersi consapevole e, poi, strutturando la mobilizzazione in forme organizzate, capaci di far fronte a quel "dragone" della metafora, visto inizialmente come una creatura imbattibile.
Questi tre punti generano tre obbiettivi.
1) Obbiettivo della territorialitá, inteso come riappropriazione del proprio habitat naturale e culturale, consapevolezza della propria identitá in relazione al proprio habitat e difesa estrenua di esso.
2) Obbiettivo dell´organizzazione. Organizzare le componenti sociali che lo strutturano e soprattutto cambiamento delle tattiche e delle strategie nella forma di lotta. Il capitale muta le sue dinamiche di sfruttamento e perció possono cambiare le risposte da produrre contro esso.
3) Formazione politica/ideologica dei quadri, dei militanti e della base (Come Ulisses mi aveva sottolineato durante la chiaccherata prima della partenza da Belem, la formazione é il principio base del MST e ribadito durante l´ultimo congresso nel 2006. Su questo stesso principio che si fonda principalmente l´incontro di Jurutí, ossia l´esperienza quasi trentennale del MST, in particolare, per la sua capacitá di mobilizzazione, di formare e di organizzare un movimento capace di ottenere grandi risultato, lo pongono come punto di riferimento per apprendere modalitá di lotta capaci di far fronte alle tensioni del conflitto sociale che ognuna delle comunitá vive e alle poche risorse disponibili).
Charles sottolinea come sia importante partecipare a tutte le forme di lotta, le lotte aiutano le idee e viceversa.
La formazione puó diventare l´incentivo alla partecipazione per recuperare il ruolo della politica rispetto alla convivenza sociale e al rispetto del habitat in cui si vive. La crisi del sistema politico é anche la crisi della societá civile sempre piú disinteressata a creare una coscenza sopra temi come sovranitá alimentare, partecipazione popolare, rispetto delle differenze, sistema economico alternativo ed altro ancora.
L´intervento di Mercedes é sopra la formazione, tre temi sono affrontati.
1) La formazione storica.
2) L´educazione e formazione come emancipazione sociale.
3) La formazione ideologica del movimento dei lavoratori.
Il primo punto di analisi é la critica alla visione eurocentrica globale che ha determinato e in molte parti del mondo determina tuttora un tratto caratteristico della colonizzazione prima e della dominazione imperialista oggi, ossia cultura dello sfruttamento, maschilismo e integralismo religioso (compreso la posizione della chiesa cattolica, io ricordo che l´attuale papa era il Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede che fu riformata da Paolo VI nel 1965 durante il Concilio Vaticano. Ratzinger fu colui che condannó la teologia della liberazione come filosofia che si avvicinava pericolosamente alle posizioni marxiste. Ció lasció isolati quei vescovi come Oscar Romero che invece l´appoggió e che pagó con la vita il suo impegno anche sociale).
La formazione é la possibilitá di uscire da queste logiche storiche che attanagliano molte culture purtroppo dominate con la forza. L´educazione é perció funzionale al tipo di sistema di dominazione che si é succeduto.
Il sistema educativo deve quindi cambiare connotati, l´educazione del "campo" e della "selva" devono essere peculiari alle loro esigenze e alla loro cultura distintiva , e all´interno di queste devono formarsi ulteriori distinzioni in riferimento ad un territorio tanto vasto come quello coperto dalla regione amazzonica. Non puó, quindi, uniformarsi ai canoni del sistema educativo urbano. Non é la proposta pedagogica istituzionalizzata che il mondo rurale e della selva vogliono ma un´alternativa che sia il rispetto della propria identitá peculiare. Inoltre le scuole, in genere, sono molto distante dalle comunitá isolate nella selva, e la gente é costretta a viaggiare per ore in barca per raggiungere i paesi piú vicini. Ció determina chiaramente assenteismo e dispersione enorme di tempo.
Una proposta, dunque, che necessita di una posizione critica rispetto al modello presente e riconduca a concepire una scuola attraverso le proprie radici particolari e le proprie esigenze anche rispetto al futuro lavoro che si dovrá affrontare ossia quello nei campi e nella selva.
Per riuscire in questo obbiettivo é necessario, prima di tutto, recuperare l´autostima sia a livello individuale che, e anche piú importante, a livello collettivo. E l´autostima si recupera essenzialmente attraverso la consapevolezza che non si é subordinati a nessuno, che la propria cultura non é subordinata a nessuna e che le proprie modalitá identitarie si possono valorizzare anche in termini sociali e politici.
Il secondo punto orienta il MST verso un sistema educativo che non sia proiettato all´idea di conseguire un titolo di studio ( I titoli di studio sono concepiti storicamente come mezzi di consolidamento del sistema borghese).
L´impegno é, innanzitutto, verso la alfebitizzazione di tutto il territorio, una delle campagne del MST é "Il territorio sia libero dall´analfebetismo". Naturalmente l´attenzione ai bambini come eventi che si sono programmati a ottobre i "SEM TERRINHA". La relazione studenti-maestri/professori non si deve basare sui canoni tradizionali, ma deve tener conto che un sistema di apprendimento non é solo quello nozionistico. Si coltivano valori all´interno di un ambiente educativo, e ció bisogna poi metterlo in pratica (ad esempio i valori della protezione e sviluppo dell´ambiente, si apprendono discipline per conoscere tecnicamente la terra, ma anche si infondono i valori affinché la terra sia considerata alla stessa stregua di una persona, ossia con dei diritti inalienabili). Durante le lezioni gli alunni possono portare materiali, documenti, poesie o quant´altro perché siano oggetto di lezioni, non si deve perció seguire un protocollo rigido imposto da quale che sia autoritá. L´educazione come l´ideologia necessita anche di immaginazione e passione. Spesso peró non ci si appassiona proprio perché la rigiditá del sistema e dei suoi insegnanti costituiscono un muro invalicabile. Ció non significa che non esista una programmazione degli insegnamenti e che vi siano insegnanti improvvisati. Gli insegnamenti prevedono lo studio della filosofia, dell´economia, della sociologia, della politica, della teoria dell´organizzazione, della questione agraria e altre ancora.
Le lezioni devono poter correre parallelamente alla pratica, cosí se ci sono conflitti significativi in un determinato momento, si devono affrontare subito nelle aule cambiando se necessario il protocollo stabilito, ció significa vivere nella pratica gli insegnamenti e i propri valori.
Il terzo punto é concentrato sopra la formazione politica-ideologica, elevazione della consapevolezza sociale e politica per avere sempre una visione centrata della situazione locale e internazionale. Ció permette al movimento di consolidarsi e di di infondere elementi di coesione tra i suoi membri. L´elemento di formazione politico-ideologica diventa importante, quindi, a tutti i livelli, dalla base alla dirigenza, proprio per quella esigenza di strutturare il movimento in forma dinamica (come anche nella discussione con Ulisses). Ed ecco perché si parla anche di "Pedagogia dell´esempio", "Principio di coerenza" in relazione alla maniera di vivere in pratica la formazione da parte dei dirigenti.
Il MST nasce, poi, da una divisione delle forze sindacali rurali e del partito dei lavoratori come esigenza di costruire un movimento di massa che fosse vicino alle condizioni dei lavoratori senza terra, quindi di costituire una struttura organica attraverso le forme della convivialitá sociale.
Ecco perché il MST ha progettato e realizzato tre grandi scuole nazionali per la formazione.
La prima nel 1997 in San Paolo, finanziata anche con la partecipazione di artisti, fotografi e scrittori famosi e impegnati del calibro di Chico Buarque de Hollanda, Sebastião Salgado e José Saramago ( purtroppo scomparso nel giugno di quest´anno). La seconda e la terza nel 2009 in Fortaleza(nord-est) e Marabá (sud del Pará). La scuola di San Paolo ha rappresentato un evento di portata storica, considerando che solo dopo 14 anni dalla sua nascita il MST ha saputo "edificare" un proprio tempio piú che una scuola con le poche risorse a disposizione, dove la cultura si é immediatamente internazionalizzata, con le frequente visite, meeting, progetti di lavoro e quant´altro provenienti da tutto il mondo. Ció é dovuto alla forza ideologica che ha acquisito il movimento, che si é sempre piú consolidato attraverso una solida organizzazione.
Durante l´incotro i rappresentanti del MST distribuiscono (a me compreso) delle dispense sopra i seguenti temi: principi di educazione del MST, l´Amazzonia é una questione politica, la coscenza di massa e la formazione dei militanti, lotta di classe e correlazione di forze, strategie e tattiche usate dalle multinazionalinella costruzione della centrale idroelettrica (Belo Monte). Mentre la Pastorale della Terra una rivista informativa "Cabano".
Le mie considerazione finali.
Ho incontrato veramente un ambiente stimolante, ho conosciuto persone di valore, che hanno consolidato esperienze di lotta importanti e che non si arrendono a ció che sta succedendo in Amazzonia, scherzando li definivo guerrieri (ho scritto una poesia proprio su di essi che propongo alla fine delle considerazioni). L´Amazzonia non é solo un simbolo di un modello economico e culturale devastante che gli interessi forti stanno portando avanti ( rispetto a ció é stata citata una frase di Florestan Fernandez che recita piú o meno queste parole "Contro questa intolleranza dei ricchi bisogna continuare ad essere intransigenti"), ma in concreto il pericolo di destabilizzare l´eco-sistema mondiale. Un problema perció di tutti, del genere umano nella sua totalitá.
Le comunitá che vivono in Amazzonia sono consapevoli di quanto sia importante il mantenimento della natura e vivere nel rispetto di essa. Il modello di molte comunitá, benché differisca nel grado di compromesso con il progresso tecnologica, ha un denominatore comune, ossia porre nella scala dei valori in primis il rispetto di essa, vivendo principalmente delle attivitá tradizionali (pesca, raccolta dei frutti e piccole coltivazioni). Se da una parte si é perso l´uso delle lingue antiche e si parla solo portoghese, dall´altra si cerca di recuperare le tradizioni culturali e consolidarle per le nuove generazioni, in particolare lo stile di vita improntato nella simbiosa essere umano/natura.
Vorrei ringraziare Mercedes per l´invito, Mercedes é una ragazza splendida e intelligente, appassionata della lotta storia e della lotta del MST e vegetariana convinta! (ed é una nota a suo favore!) e Charles, sensibile e acuto poeta in un tempo in cui la poesia sembra interessare a pochi, é un faro che brilla in mezzo al mare (A proposito Charles devi mandarmi le tue poesie ancora, spero di riceverle presto) ma anche un ottimo oratore che sa spiegare in modo esauriente i temi affrontati.
Guerrieri naturali
Alzati, stai giá perdendo coraggio?
siamo solo al principio del cammino
canta a sguarciagola la storia nostra
quella che non ti hanno mai insegnato
determina con forza il suo ancoraggio
Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí nutriremo il tempo che resta
leggeri senza tasche, ostinati contro i forti
presenti d´un passato da scordare
Non piegarti sotto il peso degli anni
la gioventú si eleva infinitesimale
rinasce sempre fertile avvolgente
cercando lo stupore della gente
sbadata troppo spesso al suo passaggio
Fieri guerrieri oggi, esseri umani domani
cosí nutriremo il tempo che avanza
leggeri senza stati, alleati di nessuno
presenti d´un sistema da scordare
Ma tu alzati senza batter ciglio
é l´ora di perdere l´anonimato
figlio dei tempi cresciuto in esilio
scappa da questa fosse comune
in cui ti hanno ancora addormentato
Lotta indio risollevati dal fondo
conta le impronte nel nuovo sentiero
fino a rifondare il fine del mondo
che non sia ancora una volta uno scempio
a togliere il fiato al tuo grande cielo
Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí impiegheremo il tempo che aggiusta
condottieri del sogno, passeggeri del mondo
presenti d´un´alleanza globale.
Valerinho e Charles (il ragazzo con la barba e i baffi) sopra la camionetta che ci riporta a Juruti.
Il 17, 18 e 19 di ottobre mi sono fermato a Juruti. tappa imprevista ma sicuramente molto gradita del viaggio, partecipando ad un incontro di formazione che il MST ha tenuto per alcuni leader della comunità Riberinha della bassa Amazzonia. L`incontro è stato organizzato dalla Patorale della Terra di Juruti e aveva come obbiettivo ambito, iniziare a costruire una piattaforma comune di formazione sopra le problematiche sociali e ambientali della regione Amazzonica. La tappa era imprevista in quanto dovevo fermarmi a Santarem e rimanere nella comunità "Projecto Puraquè", che ha come obbiettivo diffondere la cultura digitale attraverso il "software livre" (in luglio ci fu, come avevo già scritto nel blog, un evento internazionale a Porto Alegre. Scrissi un articolo nel blog sulla comunicazione zapatista). In verità, dopo tre giorni di navigazione da Belem, mi sono fermato a Santarem, ma casualmente ho incontrato Mercedes del MST che mi ha parlato dell`incontro e di cosa stava succedendo nella zona di Juruti con il commercio di legname illegale. Così mi sono soffermato a Santarem solo mezza giornata prima di prendere un nuovo battello in direzione di Juruti, rinunciando a visitare quello che tutti mi avevano detto essere un luogo splendido, ossia Alter de Chão ! La navigazione per juruti è durata altre 15 ore circa.
L`incontro è stato condotto da due amici del MST Charles indomabile poeta ribelle e coordinatore dello stato del Parà e Mercedes, l`amazzone mezza italiana del MST, colei che mi ha svelato il segreto del muiraquitan e membro della direzione della Scuola Forestale Nazionale di Marabà.
L`incontro è stato preceduto da alcuni considerazione sopra quello che stava succedendo in quei giorni nelle zone vicine a Juruti, nella zona di Maumurù e Curumucurì, con gli esponenti delle comunità Riberinhas. Essi infatti stavano fermando le navi di legname illegale dirette verso Belem e Manaus, giorni sicuramente di tensione testimoniano il grado di conflitto che si vive in questa area del mondo. Mentre nella seconda zona citata 600 militanti della ACORJUVE (associazione delle comunità della regione di Juruti) stavano occupando una "madeidera" (fabbrica di legname).
Considerazioni circa anche il lavoro schiavo presente nella regione, i "madeideros" (fabbricanti di legnami) ingaggiano spesso "pistoleros" malgrado esista una legge che protegge i diritti delle comunità Riberinhas. Uno dei movimenti più esposti contro il commercio illegale di legname è "Juruti em Açao", che monitorizza frequentemente il territorio per conoscere il grado di illegalità presente e si mobilizza in azioni di protesta eclatanti come, appunto, bloccare le navi con carico illegale.
Il primo a condurre l`incontro è Charles Trocate che definisce subito l`obbettivo del incontro già sottolineato precedentemente, ossia una piattaforma comune di formazione sulle problematiche sociali e ambientali della regione amazzonica. Il suo contributo é sopra la questione della struttura economico e sociale e la nuova visione di lotta da costruire.
Propone la metafora del dragone per sottolineare l`importanza di intuire che si sta lottando contro qualcosa che può sembrare troppo grande per i limiti umani, ma che appare tanto grande perchè non si sa come affrontarlo. Introducendo così il tema della conoscenza come arma per rendersi consapevoli e avanzare nella maniera di affrontare il problema e riuscire a trovare soluzioni. La metafora dice che il dragone ogni giorno si ciba di un sacrificio umano e nessuno inizialmente osa ribellarsi all`azione del dragone, sperando nella fortuna di non essere mai il predestinato al sacrificio. Ma un giorno la comunità inizia a pensare e a intravedere una speranza di sconfiggere il dragone. Così prepara un guerriero che di giorno in giorno aumenta la sua forza fino ad essere pronto per lottare con il dragone. La domanda fondamentale che Charles propone in riferimento a questa metafora è la sueguente:" Come si colloca la gente in questo mondo rispetto ad un problema che appare insormontabile?"
La risposta chiaramente non è definibile in termini assoluti, ma si può iniziare a formare una consapevolezza sopra essa, sola a partire dalla conoscenza delle relazioni storico, sociali ed economiche che regolano le società nel corso del tempo. Maggior è la conoscenza di ciò che regola i meccanismi di relazione umana fondata sullo sfruttamento e la dominazione, maggiori sono le possibilità di generare un anticorpo capace di combattere l´epidemia.
Il primo tema affrontato è sopra le mutazioni del capitale finanziario globale.
- In Usa e Europa si concentrano i mercati della teconologia ( si potrebbe aggiungere Giappone e India)
- In oriente e sud-est asiatico si concentra la produzione dei beni di consumo di massa.
- In America latina e Africa si concetrano lo sfruttamento delle risorse naturali dstinate all`esportazione nei paesi più avanzati. Agricoltura, energia, risorse naturali e minerarie.
Charles elenca 5 punti fondamentali rispetto al tema dello sfruttamento dell`America-Latina.
1) La constatazione di ciò che sta avvenendo in America-Latina , ossia espoliazione, saccheggio delle risorse naturali e devastazione ambientale.
2) Deterritorializzazione delle comunità regionali ( ad esempio la Cargill che è implicata in operazioni per eliminare dirigenti scomodi, o anche la Monsanto), ossia creare le pressioni e le minacce ed indurre la gente a lasciare i luoghi di origine (Come altre volte detto, il Pará é in assoluto lo stato dove si sono verificati il maggior numero di assassini negli ultimi 20 anni in Brasile, circa 900 dei 1300 in totale).
3) Le organizzazioni nazionali e internazionali e i governi appoggiano gli interessi del grande capitale (Perché uno stato cosí ricco in risorse naturali come il Pará ha in indice di sviluppo umano cosí basso? Una delle risposte piú significative si possono ricavare da un dato: la Val é arrivato ad avere un ricavato 4 volte superiore del prodotto interno lordo dello stato del Pará.
4) Ideologia dello "sviluppo autosostenibile", la pratica del capitale é autodistruttiva. Perché essa si rigeneri necessita di sfruttare le risorse in ragione dell´accumulo di capitale, base costitutiva del sistema capitalista.
5) Cooptazione e costrizione a vendere a favore della grande impresa, se non si riesce nell´intento si passa ad una fase piú elevata di conflitto che prevede atti di intimidazione e violenza, consolidando la barbaria sociale e storica di questo stato prima con il colonialismo portoghese e dopo con quello che si puó definire imperialismo ecologico-ambientale centrato sulla mercantilizzazione delle risorse naturali. In ragione di ció oggi siamo in presenza di sempre piú numerose regioni del mondo con la guerra per l´accaparramento dei diritti sull´acqua come in Bolivia e qualche mese addietro con il tentativo del governo Correa in Ecuador di privatizzarla o per restare piú vicini alla realtá paraense, il commercio di legname illegale e l´agronegozio o ancora le miniere a cielo aperto nella zona di Carajás ( é stato stimato che le riserve di ferro, ad esempio, in questa regione possono far fronte alla domanda mondiale per piú di 500 anni! Ed é solo uno dei minerali presenti! Ció ci deve far riflettere sugli interessi enormi che i potenti del mondo hanno sopra il Pará e in generale sopra tutto il Brasile, uno degli stati piú ricchi al mondo di minerali e risorse naturali in genere). Un altro esempio eclatante di enormi interessi sopra questo stato é rappresentato da un progetto di investimento di tre case farmaceutiche, la piú prestigiosa delle quali é la Bayern. Un progetto di investimento per acquisire territori e impiantare stabilimenti, industrializzando piante e sementi e lucrando con enormi profitti a livello mondiale (Sappiamo che la maggiorparte delle medicine prodotte hanno il solo scopo di far arricchire gli azionisti delle grandi multinazionali. Il sapere ancestrale e l´utilizzo di piante medicinali senza trattamenti chimici é un tema centrale sia delle comunitá indigene che nello studio e nella formazione del MST).
Ció che propone il MST durante l´incontro é la costruzione di un nuovo blocco sociale paraense che si distingua dall´anteriore per il tipo di alleanze da consolidare. Mentre nelle esperienze precedenti di "Luta camponesa" (lotta dei lavoratori rurali) si cercó alleanze anche con i sindacati e i partiti politici, un nuovo corso di mobilizzazione e organizzazione di un blocco sociale antagonista, deve prescindere dalle ereditá con gli attori istituzionalizzati in quanto non hanno dato prova di affrontare e risolvere il problema fondamentale legato alla Riforma Agraria.
Per la costruzione di un nuovo blocco sociale di lotta "camponesa" elenca tre punti fondamentali.
1) Progetto di analisi collettiva ossia un progetto organico tra i vari attori, che valorizzi le differenze ma che getti le basi di una piattaforma comune di valori nei quali ridistribuzione della terra e protezione della natura siano inprescindibili.
2) Affrontare il modello centralizzato di sviluppo economico e sociale. Sappiamo oggi come il potere globale sia concentrato nelle mani di pochi, un potere colluso tra i vari settori della politica, dell´economia e della finanza, mirante ad aumentare i privilegi di poco senza avere scrupoli per la vendita di armi, devastazioni ambientali, condizioni di miseria di larghe fasce della popolazione mondiale e quanto altro ancora di incivile esiste in questo pianeta.
3) Principi di organizzazione, in primis, stimolando la partecipazione per conoscere e rendersi consapevole e, poi, strutturando la mobilizzazione in forme organizzate, capaci di far fronte a quel "dragone" della metafora, visto inizialmente come una creatura imbattibile.
Questi tre punti generano tre obbiettivi.
1) Obbiettivo della territorialitá, inteso come riappropriazione del proprio habitat naturale e culturale, consapevolezza della propria identitá in relazione al proprio habitat e difesa estrenua di esso.
2) Obbiettivo dell´organizzazione. Organizzare le componenti sociali che lo strutturano e soprattutto cambiamento delle tattiche e delle strategie nella forma di lotta. Il capitale muta le sue dinamiche di sfruttamento e perció possono cambiare le risposte da produrre contro esso.
3) Formazione politica/ideologica dei quadri, dei militanti e della base (Come Ulisses mi aveva sottolineato durante la chiaccherata prima della partenza da Belem, la formazione é il principio base del MST e ribadito durante l´ultimo congresso nel 2006. Su questo stesso principio che si fonda principalmente l´incontro di Jurutí, ossia l´esperienza quasi trentennale del MST, in particolare, per la sua capacitá di mobilizzazione, di formare e di organizzare un movimento capace di ottenere grandi risultato, lo pongono come punto di riferimento per apprendere modalitá di lotta capaci di far fronte alle tensioni del conflitto sociale che ognuna delle comunitá vive e alle poche risorse disponibili).
Charles sottolinea come sia importante partecipare a tutte le forme di lotta, le lotte aiutano le idee e viceversa.
La formazione puó diventare l´incentivo alla partecipazione per recuperare il ruolo della politica rispetto alla convivenza sociale e al rispetto del habitat in cui si vive. La crisi del sistema politico é anche la crisi della societá civile sempre piú disinteressata a creare una coscenza sopra temi come sovranitá alimentare, partecipazione popolare, rispetto delle differenze, sistema economico alternativo ed altro ancora.
L´intervento di Mercedes é sopra la formazione, tre temi sono affrontati.
1) La formazione storica.
2) L´educazione e formazione come emancipazione sociale.
3) La formazione ideologica del movimento dei lavoratori.
Il primo punto di analisi é la critica alla visione eurocentrica globale che ha determinato e in molte parti del mondo determina tuttora un tratto caratteristico della colonizzazione prima e della dominazione imperialista oggi, ossia cultura dello sfruttamento, maschilismo e integralismo religioso (compreso la posizione della chiesa cattolica, io ricordo che l´attuale papa era il Presidente della Congregazione per la Dottrina della Fede che fu riformata da Paolo VI nel 1965 durante il Concilio Vaticano. Ratzinger fu colui che condannó la teologia della liberazione come filosofia che si avvicinava pericolosamente alle posizioni marxiste. Ció lasció isolati quei vescovi come Oscar Romero che invece l´appoggió e che pagó con la vita il suo impegno anche sociale).
La formazione é la possibilitá di uscire da queste logiche storiche che attanagliano molte culture purtroppo dominate con la forza. L´educazione é perció funzionale al tipo di sistema di dominazione che si é succeduto.
Il sistema educativo deve quindi cambiare connotati, l´educazione del "campo" e della "selva" devono essere peculiari alle loro esigenze e alla loro cultura distintiva , e all´interno di queste devono formarsi ulteriori distinzioni in riferimento ad un territorio tanto vasto come quello coperto dalla regione amazzonica. Non puó, quindi, uniformarsi ai canoni del sistema educativo urbano. Non é la proposta pedagogica istituzionalizzata che il mondo rurale e della selva vogliono ma un´alternativa che sia il rispetto della propria identitá peculiare. Inoltre le scuole, in genere, sono molto distante dalle comunitá isolate nella selva, e la gente é costretta a viaggiare per ore in barca per raggiungere i paesi piú vicini. Ció determina chiaramente assenteismo e dispersione enorme di tempo.
Una proposta, dunque, che necessita di una posizione critica rispetto al modello presente e riconduca a concepire una scuola attraverso le proprie radici particolari e le proprie esigenze anche rispetto al futuro lavoro che si dovrá affrontare ossia quello nei campi e nella selva.
Per riuscire in questo obbiettivo é necessario, prima di tutto, recuperare l´autostima sia a livello individuale che, e anche piú importante, a livello collettivo. E l´autostima si recupera essenzialmente attraverso la consapevolezza che non si é subordinati a nessuno, che la propria cultura non é subordinata a nessuna e che le proprie modalitá identitarie si possono valorizzare anche in termini sociali e politici.
Il secondo punto orienta il MST verso un sistema educativo che non sia proiettato all´idea di conseguire un titolo di studio ( I titoli di studio sono concepiti storicamente come mezzi di consolidamento del sistema borghese).
L´impegno é, innanzitutto, verso la alfebitizzazione di tutto il territorio, una delle campagne del MST é "Il territorio sia libero dall´analfebetismo". Naturalmente l´attenzione ai bambini come eventi che si sono programmati a ottobre i "SEM TERRINHA". La relazione studenti-maestri/professori non si deve basare sui canoni tradizionali, ma deve tener conto che un sistema di apprendimento non é solo quello nozionistico. Si coltivano valori all´interno di un ambiente educativo, e ció bisogna poi metterlo in pratica (ad esempio i valori della protezione e sviluppo dell´ambiente, si apprendono discipline per conoscere tecnicamente la terra, ma anche si infondono i valori affinché la terra sia considerata alla stessa stregua di una persona, ossia con dei diritti inalienabili). Durante le lezioni gli alunni possono portare materiali, documenti, poesie o quant´altro perché siano oggetto di lezioni, non si deve perció seguire un protocollo rigido imposto da quale che sia autoritá. L´educazione come l´ideologia necessita anche di immaginazione e passione. Spesso peró non ci si appassiona proprio perché la rigiditá del sistema e dei suoi insegnanti costituiscono un muro invalicabile. Ció non significa che non esista una programmazione degli insegnamenti e che vi siano insegnanti improvvisati. Gli insegnamenti prevedono lo studio della filosofia, dell´economia, della sociologia, della politica, della teoria dell´organizzazione, della questione agraria e altre ancora.
Le lezioni devono poter correre parallelamente alla pratica, cosí se ci sono conflitti significativi in un determinato momento, si devono affrontare subito nelle aule cambiando se necessario il protocollo stabilito, ció significa vivere nella pratica gli insegnamenti e i propri valori.
Il terzo punto é concentrato sopra la formazione politica-ideologica, elevazione della consapevolezza sociale e politica per avere sempre una visione centrata della situazione locale e internazionale. Ció permette al movimento di consolidarsi e di di infondere elementi di coesione tra i suoi membri. L´elemento di formazione politico-ideologica diventa importante, quindi, a tutti i livelli, dalla base alla dirigenza, proprio per quella esigenza di strutturare il movimento in forma dinamica (come anche nella discussione con Ulisses). Ed ecco perché si parla anche di "Pedagogia dell´esempio", "Principio di coerenza" in relazione alla maniera di vivere in pratica la formazione da parte dei dirigenti.
Il MST nasce, poi, da una divisione delle forze sindacali rurali e del partito dei lavoratori come esigenza di costruire un movimento di massa che fosse vicino alle condizioni dei lavoratori senza terra, quindi di costituire una struttura organica attraverso le forme della convivialitá sociale.
Ecco perché il MST ha progettato e realizzato tre grandi scuole nazionali per la formazione.
La prima nel 1997 in San Paolo, finanziata anche con la partecipazione di artisti, fotografi e scrittori famosi e impegnati del calibro di Chico Buarque de Hollanda, Sebastião Salgado e José Saramago ( purtroppo scomparso nel giugno di quest´anno). La seconda e la terza nel 2009 in Fortaleza(nord-est) e Marabá (sud del Pará). La scuola di San Paolo ha rappresentato un evento di portata storica, considerando che solo dopo 14 anni dalla sua nascita il MST ha saputo "edificare" un proprio tempio piú che una scuola con le poche risorse a disposizione, dove la cultura si é immediatamente internazionalizzata, con le frequente visite, meeting, progetti di lavoro e quant´altro provenienti da tutto il mondo. Ció é dovuto alla forza ideologica che ha acquisito il movimento, che si é sempre piú consolidato attraverso una solida organizzazione.
Durante l´incotro i rappresentanti del MST distribuiscono (a me compreso) delle dispense sopra i seguenti temi: principi di educazione del MST, l´Amazzonia é una questione politica, la coscenza di massa e la formazione dei militanti, lotta di classe e correlazione di forze, strategie e tattiche usate dalle multinazionalinella costruzione della centrale idroelettrica (Belo Monte). Mentre la Pastorale della Terra una rivista informativa "Cabano".
Le mie considerazione finali.
Ho incontrato veramente un ambiente stimolante, ho conosciuto persone di valore, che hanno consolidato esperienze di lotta importanti e che non si arrendono a ció che sta succedendo in Amazzonia, scherzando li definivo guerrieri (ho scritto una poesia proprio su di essi che propongo alla fine delle considerazioni). L´Amazzonia non é solo un simbolo di un modello economico e culturale devastante che gli interessi forti stanno portando avanti ( rispetto a ció é stata citata una frase di Florestan Fernandez che recita piú o meno queste parole "Contro questa intolleranza dei ricchi bisogna continuare ad essere intransigenti"), ma in concreto il pericolo di destabilizzare l´eco-sistema mondiale. Un problema perció di tutti, del genere umano nella sua totalitá.
Le comunitá che vivono in Amazzonia sono consapevoli di quanto sia importante il mantenimento della natura e vivere nel rispetto di essa. Il modello di molte comunitá, benché differisca nel grado di compromesso con il progresso tecnologica, ha un denominatore comune, ossia porre nella scala dei valori in primis il rispetto di essa, vivendo principalmente delle attivitá tradizionali (pesca, raccolta dei frutti e piccole coltivazioni). Se da una parte si é perso l´uso delle lingue antiche e si parla solo portoghese, dall´altra si cerca di recuperare le tradizioni culturali e consolidarle per le nuove generazioni, in particolare lo stile di vita improntato nella simbiosa essere umano/natura.
Vorrei ringraziare Mercedes per l´invito, Mercedes é una ragazza splendida e intelligente, appassionata della lotta storia e della lotta del MST e vegetariana convinta! (ed é una nota a suo favore!) e Charles, sensibile e acuto poeta in un tempo in cui la poesia sembra interessare a pochi, é un faro che brilla in mezzo al mare (A proposito Charles devi mandarmi le tue poesie ancora, spero di riceverle presto) ma anche un ottimo oratore che sa spiegare in modo esauriente i temi affrontati.
Guerrieri naturali
Alzati, stai giá perdendo coraggio?
siamo solo al principio del cammino
canta a sguarciagola la storia nostra
quella che non ti hanno mai insegnato
determina con forza il suo ancoraggio
Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí nutriremo il tempo che resta
leggeri senza tasche, ostinati contro i forti
presenti d´un passato da scordare
Non piegarti sotto il peso degli anni
la gioventú si eleva infinitesimale
rinasce sempre fertile avvolgente
cercando lo stupore della gente
sbadata troppo spesso al suo passaggio
Fieri guerrieri oggi, esseri umani domani
cosí nutriremo il tempo che avanza
leggeri senza stati, alleati di nessuno
presenti d´un sistema da scordare
Ma tu alzati senza batter ciglio
é l´ora di perdere l´anonimato
figlio dei tempi cresciuto in esilio
scappa da questa fosse comune
in cui ti hanno ancora addormentato
Lotta indio risollevati dal fondo
conta le impronte nel nuovo sentiero
fino a rifondare il fine del mondo
che non sia ancora una volta uno scempio
a togliere il fiato al tuo grande cielo
Fieri guerrieri oggi, essere umani domani
cosí impiegheremo il tempo che aggiusta
condottieri del sogno, passeggeri del mondo
presenti d´un´alleanza globale.
venerdì 12 novembre 2010
Chiaccherando con Ulisses Manacas, dirigente statale del MST
La conoscenza del MST è realmente una esperienza importante per me, una esperienza che passa attraverso le voci dei suoi militanti appassionati e preparati verso una causa fondamentale non solo per chi non possiede la terra ma per il destino degli essere umani sempre più in bilico tra problemi ambientali e necessità di sopravvivenza, non solo fisica ma anche sociale e culturale.
Prima di andare via da Belem ho potuto parlare con Ulisses Manacas dirigente MST nello stato del Parà.
Ulisses mi racconta del MST, della sua storia, della sua evoluzione e di quello che passa oggi con alleanze anche con i movimenti urbani come i SEM TETTO. L`ambiente è quanto mai suggestivo, la piazza della Repubblica di Belem, nel "bar do parque" accanto al teatro principale, luogo di frequentazione da parte di "Garota di programa", ossia prostitute, "clochard", artisti e altro ancora.
La chiaccherata con Ulisses si avvale anche della presenza di Nery, l`amico produttore culturale e di un personaggio conosciuto il giorno prima, una sorta di asceta politico che vive la sua condizione di rivoluzionario integralista mostrando peró i segni di un disagio sociale forte, attraverso il suo odio e rancore contro chi non vuol vivere la stessa condizione di rivoluzionario senza difetti. Benchè intransigente nel suo pensiero, indubbiamente non è privo di un certo acume politico, le sue analisi sui grandi temi sicuramente presuppongono una ottima preparazione fondata sulla lettura e la conoscenza del pensiero dei grandi pensatori sociali e politici, in particolare del socialismo reale.
Lo scenario si è poi completato con un ex giornalista in pensione che incuriosito del nostro ciarlare animato si è presentato alla "tavola rotonda", chiaramente accettato e di una "garota da rua" o barbona che approfitando del mio omaggio di un pezzo di pollo ha inteso che tutto il mio pasto dovesse essere destinato a lei. Con un balzo repente sopra la ringhiera della terrazza del caffè, ha scaraventato le sue mani, non certo pulite prima dell`"agguato", sul mio piatto ancora caldo di cucina e mi ha lasciato solo tre patate di contorno da osservare.
La chiaccherata, poi, ha dovuto subire varie interruzioni per la veemenza con la quale "l`asceta politico" interveniva urtato dei contenuti espressi, invocando la ragione, la sua ragione, per ritornare nei ranghi e vederci chiaro nella questione. Beh non male , no! A parte tutto è stato veramente interessante questo scorcio di tempo destinato ad un "salotto-terrazzo" variegato e animato.
In sintesi racconto la chiaccherata con Ulisses.
La lotta del MST non può prescindere dal contesto storico di riferimento, un arco temporale che va dall`inizio della colonizzazione ai giorni nostri. Il processo di dominazione si è centrato sulla appropriazione indebita della terra ai danni delle comunità indigene e l' instaurazione della grande proprietà e del latifondo. L`obbiettivo del MST è, infatti, la riforma agraria come processo di inversione storica, in cui la giustizia sociale si combina con la redistribuzione della terra e la emancipazione dei lavoratori rurali.
L`eredità del MST combina le lotte contadini anche di quel mondo rurale nelle cui fila militano gli emigranti dei vari paesi del mondo come l`Italia (nel sud-est brasiliano in particolare).
Una delle organizzazione più importanti fu la "Ligas Camponesas" che operò prima dell`avvento del regime militare nel 1964. Essa fu una esperienza rilevante per la forza che riuscì ad ottenere e per questo combattuta con estrema durezza dal regime militare, che la soppresse attraverso l`assassinio e di molti leader.
La esperienza della "Ligas Camponesas" si rivitalizza alla fine degli anni '70 e l`inizio degli anni '80 sulla scia delle lotte iniziate dagli strati industriali della società brasiliana, in particolare per la forza acquisita dal PT (Partido dos Trabalhadores) e dal CUT (Central Unica dos trabalhadores).
Da queste esperienze avvenute ancora sotto il regime militare nasce l`idea di un nuovo movimento che si articolasse in maniera più dinamica. Così il 1 gennaio 1984 si organizza il primo congresso del MST e nell' ottobre del 1985 si procede alla prima occupazione, l`occupazione della "Fazenda Anoni" nello stato di Rio Grande do Sul, che ebbe un valore simbolico rilevante in quanto definiva la forma di lotta di questo movimento. Naturalmente i primi occupanti furono attaccati da un contingente militare ma che non impedì la propagazione del movimento tra gli strati sociali rurali più umili. Di lì a poco, infatti, molte altre occupazione si diffusero non solo in quello stato ma si estese a tutto il Brasile.
Si concepì la struttura del movimento in maniera che fosse più dinamica ed evitare le conseguenze patite dalla "Ligas Camponesas", ossia che la "mutilazione" della dirigenza provocasse l`affondamento di tutto il movimento. In questa ottica la formazione non solo della dirigenza ma anche dei militanti e della base doveva assumere una forte valenza, per consolidare la forza ideologica e la coesione di lavoratori con cultura differente da stato a stato (ricordando che il Brasile potrebbe essere considerato un continente più che un paese).
Nell`ultimo Congresso nel 2006 il MST raggiunse un rilevante risultato, ben 17500 delegati parteciparono ai lavori e fu anche fatta un`attività parallela per i bambini, ben 1700. In questo risultato importante si evidenzia il successo e la coerenza del lavoro del MST di creare quella struttura dinamica capace di consolidarlo di fronte a qualsiasi evenienza e circostanza.
I punti principali dibattuti e approvati furono quattro.
1) Organizzazione degli insediamenti. Considerati come l`embrione funzionale della lotta, essi devono già strutturarsi attraverso relazioni di produzione, di formazione, di genere. Gli accampamenti sono organizzati fin dall`inizio in maniera da coprire le esigenze dei vari campi sociali e determinare conoscenza e coesione.
2) Lotta di massa. Tutte le forme di lotta sono importanti perchè sono esse che alterano la congiuntura.
3) formazione a 3 livelli. Per la BASE SOCIALE, ciò permette di MOLTIPLICARE I MILITANTI capaci di poter accedere ai QUADRI DIRIGENZIALI. Un sistema integrato assicurato dalla formazione e dalla disciplina.
4) Alleanza con la societá, ampliando le proprie prospettive di lotta ad altri settori sociali, non olo rurali. Alcune di queste alleanze sono con il MTST (Movimento dos Trabalhadores e Trabalhadoras Sem Teto) giá dal 1995, la "Via Campesina", come spazio globale di lotta per la terra, il CLOC (Coordinamento Latino-americano organizzazione contadina) che si connota, chiaramente, con un`identità regionale, ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra America), un`iniziativa creata per il governo venezuelano per far fronte alla crisi mondiale dell`agricoltura. L`ALBA è un organismo che opera anche all`interno del Social Forum Mondiale e per ciò importante come riferimento per i movimenti di tutto il mondo sia rurali che urbani.
La discussione è poi proseguita in maniera collettiva parlando sopra il movimento civico CABANAGEN che instaurò un governo popolare nello stato del Parà tra il 1835 e il 1840, la situazione sociale critica nello stato del Parà e l`inefficenza della politica attuale di risolverla, la esperienza vissuta molti anni prima dal ex giornalista in una comunità indigena dove ha appreso a vivere in maniera del tutto naturale e la centrale di Belo Monte.
Prima di andare via da Belem ho potuto parlare con Ulisses Manacas dirigente MST nello stato del Parà.
Ulisses mi racconta del MST, della sua storia, della sua evoluzione e di quello che passa oggi con alleanze anche con i movimenti urbani come i SEM TETTO. L`ambiente è quanto mai suggestivo, la piazza della Repubblica di Belem, nel "bar do parque" accanto al teatro principale, luogo di frequentazione da parte di "Garota di programa", ossia prostitute, "clochard", artisti e altro ancora.
La chiaccherata con Ulisses si avvale anche della presenza di Nery, l`amico produttore culturale e di un personaggio conosciuto il giorno prima, una sorta di asceta politico che vive la sua condizione di rivoluzionario integralista mostrando peró i segni di un disagio sociale forte, attraverso il suo odio e rancore contro chi non vuol vivere la stessa condizione di rivoluzionario senza difetti. Benchè intransigente nel suo pensiero, indubbiamente non è privo di un certo acume politico, le sue analisi sui grandi temi sicuramente presuppongono una ottima preparazione fondata sulla lettura e la conoscenza del pensiero dei grandi pensatori sociali e politici, in particolare del socialismo reale.
Lo scenario si è poi completato con un ex giornalista in pensione che incuriosito del nostro ciarlare animato si è presentato alla "tavola rotonda", chiaramente accettato e di una "garota da rua" o barbona che approfitando del mio omaggio di un pezzo di pollo ha inteso che tutto il mio pasto dovesse essere destinato a lei. Con un balzo repente sopra la ringhiera della terrazza del caffè, ha scaraventato le sue mani, non certo pulite prima dell`"agguato", sul mio piatto ancora caldo di cucina e mi ha lasciato solo tre patate di contorno da osservare.
La chiaccherata, poi, ha dovuto subire varie interruzioni per la veemenza con la quale "l`asceta politico" interveniva urtato dei contenuti espressi, invocando la ragione, la sua ragione, per ritornare nei ranghi e vederci chiaro nella questione. Beh non male , no! A parte tutto è stato veramente interessante questo scorcio di tempo destinato ad un "salotto-terrazzo" variegato e animato.
In sintesi racconto la chiaccherata con Ulisses.
La lotta del MST non può prescindere dal contesto storico di riferimento, un arco temporale che va dall`inizio della colonizzazione ai giorni nostri. Il processo di dominazione si è centrato sulla appropriazione indebita della terra ai danni delle comunità indigene e l' instaurazione della grande proprietà e del latifondo. L`obbiettivo del MST è, infatti, la riforma agraria come processo di inversione storica, in cui la giustizia sociale si combina con la redistribuzione della terra e la emancipazione dei lavoratori rurali.
L`eredità del MST combina le lotte contadini anche di quel mondo rurale nelle cui fila militano gli emigranti dei vari paesi del mondo come l`Italia (nel sud-est brasiliano in particolare).
Una delle organizzazione più importanti fu la "Ligas Camponesas" che operò prima dell`avvento del regime militare nel 1964. Essa fu una esperienza rilevante per la forza che riuscì ad ottenere e per questo combattuta con estrema durezza dal regime militare, che la soppresse attraverso l`assassinio e di molti leader.
La esperienza della "Ligas Camponesas" si rivitalizza alla fine degli anni '70 e l`inizio degli anni '80 sulla scia delle lotte iniziate dagli strati industriali della società brasiliana, in particolare per la forza acquisita dal PT (Partido dos Trabalhadores) e dal CUT (Central Unica dos trabalhadores).
Da queste esperienze avvenute ancora sotto il regime militare nasce l`idea di un nuovo movimento che si articolasse in maniera più dinamica. Così il 1 gennaio 1984 si organizza il primo congresso del MST e nell' ottobre del 1985 si procede alla prima occupazione, l`occupazione della "Fazenda Anoni" nello stato di Rio Grande do Sul, che ebbe un valore simbolico rilevante in quanto definiva la forma di lotta di questo movimento. Naturalmente i primi occupanti furono attaccati da un contingente militare ma che non impedì la propagazione del movimento tra gli strati sociali rurali più umili. Di lì a poco, infatti, molte altre occupazione si diffusero non solo in quello stato ma si estese a tutto il Brasile.
Si concepì la struttura del movimento in maniera che fosse più dinamica ed evitare le conseguenze patite dalla "Ligas Camponesas", ossia che la "mutilazione" della dirigenza provocasse l`affondamento di tutto il movimento. In questa ottica la formazione non solo della dirigenza ma anche dei militanti e della base doveva assumere una forte valenza, per consolidare la forza ideologica e la coesione di lavoratori con cultura differente da stato a stato (ricordando che il Brasile potrebbe essere considerato un continente più che un paese).
Nell`ultimo Congresso nel 2006 il MST raggiunse un rilevante risultato, ben 17500 delegati parteciparono ai lavori e fu anche fatta un`attività parallela per i bambini, ben 1700. In questo risultato importante si evidenzia il successo e la coerenza del lavoro del MST di creare quella struttura dinamica capace di consolidarlo di fronte a qualsiasi evenienza e circostanza.
I punti principali dibattuti e approvati furono quattro.
1) Organizzazione degli insediamenti. Considerati come l`embrione funzionale della lotta, essi devono già strutturarsi attraverso relazioni di produzione, di formazione, di genere. Gli accampamenti sono organizzati fin dall`inizio in maniera da coprire le esigenze dei vari campi sociali e determinare conoscenza e coesione.
2) Lotta di massa. Tutte le forme di lotta sono importanti perchè sono esse che alterano la congiuntura.
3) formazione a 3 livelli. Per la BASE SOCIALE, ciò permette di MOLTIPLICARE I MILITANTI capaci di poter accedere ai QUADRI DIRIGENZIALI. Un sistema integrato assicurato dalla formazione e dalla disciplina.
4) Alleanza con la societá, ampliando le proprie prospettive di lotta ad altri settori sociali, non olo rurali. Alcune di queste alleanze sono con il MTST (Movimento dos Trabalhadores e Trabalhadoras Sem Teto) giá dal 1995, la "Via Campesina", come spazio globale di lotta per la terra, il CLOC (Coordinamento Latino-americano organizzazione contadina) che si connota, chiaramente, con un`identità regionale, ALBA (Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra America), un`iniziativa creata per il governo venezuelano per far fronte alla crisi mondiale dell`agricoltura. L`ALBA è un organismo che opera anche all`interno del Social Forum Mondiale e per ciò importante come riferimento per i movimenti di tutto il mondo sia rurali che urbani.
La discussione è poi proseguita in maniera collettiva parlando sopra il movimento civico CABANAGEN che instaurò un governo popolare nello stato del Parà tra il 1835 e il 1840, la situazione sociale critica nello stato del Parà e l`inefficenza della politica attuale di risolverla, la esperienza vissuta molti anni prima dal ex giornalista in una comunità indigena dove ha appreso a vivere in maniera del tutto naturale e la centrale di Belo Monte.
martedì 9 novembre 2010
Le comunità Quilombolas
Ho trascorso alcuni giorni in una comunità Quilombolas nel territorio del comune di Concordia do Parà, circa 80 km a sud-est di Belem e ho potuto parlare con una signora della comunità ( anche se purtroppo poco tempo per i suoi impegni di lavoro ) di nome Antonina Borjes che è una assessore (vereadora) del comune di Concordia per il Partido dos Trabalhadores e che sta facendo un lavoro di recupero delle tradizioni e in particolare si occupa di implementare e difendere i diritti dei Quilombolas.
il termine "Quilombo", sottolinea, è presente nei vocabolari nazionali designando i territori "afastados" (tradotto potrebbe essere degli esclusi, dei mandati via) dove i "negri", forzatamente deportati dall`Africa, si rifugiavano contro l`ordine di schiavitù.
Per intendersi erano i luoghi della latitanza, le terre che assicuravano dei buon nascondigli dove fuggire dalla barbarie della inciviltà europea, non disposta a fermarsi neanche di fronte all`evidenza di trattare con degli esseri umani quando dalle ferite che li procuravano potevano osservare che il colore del sangue era lo stesso.
Purtroppo, come del resto per la maggioranza delle culture indigene dell`intero continente americano, si è andato perdendo quasi tutto il patrimonio culturale dei Quilombolas. Antonina mi dice che si perso l' 80% circa della cultura Quilombolas, in particolare la lingua, la religione e altri aspetti fondamentali della convivialità di questa gente.
Il "MUTIRAO" (con l' accento circonflesso sulla A, purtroppo questa tastiera non ha questo carattere) è un termine che designa l`azione di mettere insieme più persone per recuperare quelle antiche prerogative ormai perse, come ad esempio fare incontrare più persone per farle lavorare insieme, condividere i pasti e alcune cerimonie, benchè anche nella musica si è perso moltissimo. Si sa che una delle prerogative musicali africane è il ritmo, le percussioni.
I "BENSEDEIRAS" sono gli oratori (qualcuno potrebbe dire stregoni) che hanno la funzione di raccontare le storie della propria gente ai bambini e alle persone malate e che rivestono funzioni religiose. Molte delle religioni africane affondano le proprie origini nell' animismo, ma in questo caso la contaminazione cattolica ha fatto perdere le antiche ritualità animiste che caratterizzavano questa gente.
Naturalmente poi ci sono le differenze tra le comunità Quilombolas, Riberinhas, Indìgenas e altre ma anche tra le stesse comunità Quilombolas sparse in tutto il Brasile.
Ad esempio una delle differenze sostanziali è sul modello di vita più o meno integrale da avere rispetto alla natura e alla sua preservazione.
"Extrativismo" sono coloro che più vivono in maniera antica la dimensione della natura attraverso la raccolta delle castagne, dei frutti degli alberi (che qua sono tantissimi), allevamento di pesci e produzione, ad esempio, della farina di mandioca.
Le comunità Indìgenas sono le più integraliste sulla maniera di vivere naturale.
Ma quanti sono i Quilombolas in tutto il Brasile?
Da uno studio che Antonina possiede si riassumono alcuni dati:
Da 1 a 200 famiglie, 313 comunità stimate
da 201 a 400 famiglie, 82 comunità stimate
da 401 a 600 famiglie, 26 comunità stimate
da 601 a 800 famiglie, 17 comunità stimate
da 801 a 1000 famiglie, 11 comunità stimate
da 1001 a oltre famiglie, 16 comunità stimate
(mediamente si puó moltiplicare ogni famiglia per 5 membri)
E quali sono le organizzazioni che si occupano della cultura Quilombolas oltre all' amica Roberta e ad Antonina?
Uno delle organizzazioni presenti nel Parà è l' associazione delle comunità rimanenti di Quilombo Nuova Speranza di Concordia (ARQUINEC), che riunisce tutte le comunità del nord dello stato.
Mentre a livello di investigazione un organismo importante è INCRA a Belem, un istituto di ricerca che lavoro, in particolare, per identificare e regolarizzare le terre dei Quilombolas. Un altro instituo importante è UNAMAIS. Questo aspetto dei diritti è il più importante di tutto in questo momento, soprattutto in uno stato come il Parà dove il conflitto della terra e i diritti sopra di essa sono cruenti. E dove il problema di arginare i grandi interessi economici in relazione, ad esempio, ad un bene fondamentale come l`acqua diventa vitale addirittura per la sopravvivenza nei propri luoghi nativi.
Antonina sottolinea come la questione dei diritti di proprietà della terra delle comunità Quilombolas si siano accompagnati a un rilievo di carattere colletivista. Infatti al pieno godimento da parte di ogni famiglia della sua proprietà vi è l' impossibilità di alienare quella stessa terra, rifondando un vincolo sacrale con la comunità e la propria storia. Si ha diritto alla terra ma la si deve proteggere e valorizzare come parte di un "tutto" inscindibile. In questa maniera è più facile difendersi dalle tentazioni di pochi di sfruttare indiscriminatamente il bene sacro della della terra.
Dal 1991 incominciarono gli studi sopra la questione del riscatto della storia e della cultura Quilombolas, investendo di conseguenza la sfera giuridica della questione.
Questi studi furono iniziati da un padre xaveriano, Sergio Tonetto che lavorò nella Commissione Pastorale della Terra e i cui obbiettivi erano i seguenti:
- 1) Garantire il rispetto della Costituzione Federale sopra i diritti Quilombolas. Regolarizzazione fondiaria. Tutela giuridica alle comunità.
- 2) Preservazione della natura
- 3) Inalienabilità della terra ( come descritto sopra)
Nell`area del comune di Concordia già 4 comunità sono titolate giuridicamente e 5 stanno per essere titolate in quanto già con certificazione ufficiale da parte del Governo Federale in Brasilia.
Alcuni problemi rilevanti anche di fronte al riconoscimento giuridico sono le lungaggini burocratiche che spesso scoraggiano le famiglie a rimanere nei propri luoghi nativi e la collusione spesso del potere politico con i grandi proprietari. Spesso i grandi proprietari terrieri hanno terre in cui sono situate le fonti delle acque ed essi non riservano nessun limitato allo sfruttamento di esse. Manca quindi un diritto che renda equo l`accesso a questo bene fondamentale e soprattutto alla salvaguardia in relazione alla protezione ambientale. Infatti negli ultimi anni disboscamento e l`abbassamento dei livelli dei corsi di acqua è preoccupante, ciò per gli interessi rilevanti sopra il commercio di legname e l`agronegozio anche da parte di grandi imprese come la BIOVAL.
Il governo federale sta pianificando di produrre biodiesel nelle aree disboscate e riforestare altre aree ma le comunità Quilombolas non vogliono quella destinazione agricola piuttosto stanno proponendo alternative come apicolture, allevamento di pesci, agricoltura con sementi naturali e artigianto tipico.
Le comunità hanno delle strutture interne determinate da assemble straordinarie e ordinarie che vengono indette sulle questioni collettive da risolvere ma non si puó parlare di una vera e propria organizzazione strutturata come ad esempio il MST. Non esiste una struttura sociale che preveda una condivisione del lavoro collettivo (Ad esempio la farina di mandioca prodotta dalle famiglie della comunità che ho visitato, viene prodotta e venduta da ognuna di esse in maniera indipendente, nel proprio lotto di proprietá, e non ci sono contributi da dare alla comunità) o ambiti collettivi per la formazione di un movimento sociale e politico, o la formazione della propria gente e il recupero del patrimonio culturale.
Antonina sottolinea che non ci sono al momento relazioni con il MST, in quanto gli obbiettivi politici e le strategie di lotta sono differenti, soprattutto in quanto i Quilombolas, rispetto a SEM TERRA, non hanno l`esigenza di occupare la terra in quanto hanno già i diritti sopra di essa, devono solo, in molti casi, ufficializzarla.
Per ultimo esprimo una sola considerazione. La comunità dove sono stato è un luogo veramente splendido, si vive la natura in maniera esaltante, una natura rigogliosa piena di frutti tropicali. le case di legno, in stragrande maggioranza, e di mattoni non si edificano abbattendo alberi o cementando il suolo. La natura fa parte del proprio habitat, camminare scalzi nella terra è sentire l`umore di essa, non ponendo barriere come il cemento che rende asfittica questa interrelazione.
Non mancano comunque i beni al consumo come televisioni, frigoriferi ed altro, segno di un compromesso tra il progresso e il rispetto della natura. Quasi tutte le famiglie hanno nel loro giardino antenne satellitari con cui poter accedere ad una pluri-programmazione televisiva.
Indubbiamente il mio livello scarso di conoscenza delle comunità Quilombolas, Riberinho, Indígenas e altre non mi può far avanzare in più accurate riflessioni, ma l`impressione dei pochi giorni trascorsi rimane positiva per un almeno un aspetto, la natura "in mano ad essi" si può ancora salvare.
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